Casal di Principe, cambiare l'economia nelle terre di don Peppe Diana: Libera incontra gli studenti

(24 Febbraio) -Quale economia può cambiare le terre di camorra, nelle terre di don Peppe Diana. Questa la riflessione proposta agli alunni della 4° e 5° ragioneria dell´ ITC “Guido Carli” di Casal di Principe, dal Comitato don Peppe Diana e da Libera, nell´ambito delle tappe d´avvicinamento all’anniversario della morte del prete ucciso dalla camorra.

A discuterne, insieme agli studenti ed ai cittadini, c’erano Michele Mosca, docente di Economia politica alla “Federico II”, Luigi Saccenti referente soci area sud di Banca Popolare Etica, Mauro Baldascino dell’Osservatorio sull´uso sociale dei beni confiscati alla camorra e Giuseppe Pagano della cooperativa sociale Agropoli onlus, moderati da Valerio Taglione, coordinatore di Libera Caserta e del Comitato don Diana. “E’ possibile dare un´immagine diversa a questo territorio, se noi tutti c’impegnamo a cambiare, risalendo sui tetti ad annunciare parole di vita – ha introdotto Valerio Taglione, citando la frase di don Diana”. “Esiste u’economia che non massimizza i profitti e gli interessi privati, bensì fa crescere l’utilità sociale e gli interessi collettivi”, ha affermato il professor Michele Mosca, che ha rappresentato le caratteristiche salienti dell´impresa sociale e dei suoi prodotti. A supporto del’economia sociale vi è la Finanza etica e già da qualche anno è nata la Banca popolare Etica, le cui finalità sono state citate da Luigi Saccenti, che ha segnalato le opportunità a disposizione dei giovani. “I beni confiscati sono il frutto dei profitti illeciti che la camorra ha realizzato a danno delle persone e del nostro territorio – ha dichiarato Mauro Baldascino -. Grazie alla legge 109/96, lo Stato li toglie ai criminali e li restituisce alla collettività. Vi sono molti beni confiscati su cui è possibile realizzare efficaci esperienze l’economia sociale, per dare un lavoro e un futuro dignitoso ai giovani”.

fonte: http://www.lunaset.it

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