8 marzo: l'esilio delle donne di Ciudad Juarez

La violenza costringe allesilio le attiviste che si battono per la difesa dei diritti umani
Gladis Torres Ruiz, Cimac – Ciudad Jurez
In seguito allonda di attacchi contro di loro, le fondatrici di Nuestras Hijas de Regreso a Casa decidono di lasciare il paese e di operare esclusivamente dallesilio.

Dopo pi di un decennio di lotta e di fronte allinazione dello Stato messicano per proteggere le attiviste dei Diritti Umani, lorganizzazione Nuerstras Hijas de Regreso a Casa pioniera nellinvestigazione sul femminicidio a Ciudad Jurez smetter di operare in Messico, per continuare le sue attivit dallesilio.
Si, me ne vado per continuer la lotta dovunque io sar. Non rimarr in silenzio perch il governo ha un debito con i miei figli (nipoti n.d.r.) a cui ha portato via la madre afferma Norma Andrade, una delle fondatrici dellorganizzazione che stata oggetto di due attentati in meno di tre mesi.

La Andrade e la sua famiglia sottolineano che di fronte allimpunit, che le colpisce, di cui godono gli autori dellondata di attacchi e minacce, inaspritasi contro di loro dal 2008, abbandoneranno il paese.
Norma, assieme a sua figlia Mal Garca Andrade e Marisela Ortiz, ha fondato Nuestra Hijas de Regreso a Casa nel 2001.
Le tre sono state intimidite, perseguitate e minacciate di morte insieme con i loro familiari.
Marisela ha lasciato il paese nel Febbraio del 2011, e Mal andata via da Jurez nel Marzo dello stesso anno, ma ha dovuto tornare nella citt di frontiera nello scorso Dicembre, dopo il primo attacco a sua madre. Con lannunciato esilio di Norma e Mal Nuestra Hijas si trova ridotta al lumicino.

Smantellate

Lorganizzazione rimarr smantellata. Nei fatti, siamo gi disarticolate, lamenta la Andrade. Riferisce che a partire dal 2008, con le prime minacce contro Marisela e Mal, decisero di diminuire limpegno sul versante giuridico e legale per accellerare i processi (di recupero) delle vittime e concentrarsi nella gestione degli aspetti sociali.
Dal 2008 abbiamo iniziato a lavorare di pi sugli aspetti sociali, e quelli giuridici li seguivamo tenendo un basso profilo, ormai non abbiamo pi uffici. Marisela, da dove si trova, si incarica di alcune attivit, e a Jurez abbiamo contatti per implementare il Progetto la Speranza, che consiste in laboratori per madri di donne scomparse o assassinate, precisa lattivista.

Dalla sua creazione Nuestra Hijas ha ricevuto almeno 30 minacce e molestie, ed i suoi uffici sono stati devastati da sconosciuti che hanno sottratto documenti e computer che contenevano informazioni sul lavoro, per non fu fatta alcuna indagine. Per questo, dal 2008 si decise di non avere uffici stabili, sebbene ciascun partecipante abbia continuato il suo lavoro separatamente dagli altri.Di fronte al pericolo che correvano le attiviste, il 13 Giugno del 2008 la Commissione Interamericana dei Diritti Umani chiese allo Stato messicano di garantire la loro vita e lintegrit fisica loro e delle loro famiglie, con ladozione di misure cautelari.

La loro storia

Norma Andrade la madre di Lilia Alejandra Garca, una giovane di 17 anni e madre di due bambini, che sparita il 14 Febbraio del 2001, ed il cui corpo fu trovato con tracce di torura sessuale il 21 Febbraio dello stesso anno, in un terreno incolto limitrofo alla avenida Tecnolgica y Ejrcito Nacional, a Jurez.
Da allora ed alla ricerca di giustizia, Nuestra Hijas composta principalmente di madri di giovani scomparse e assassinate ha denunciato a livello nazionale ed internazionale gli omicidi di donne in questa citt, diventando un referente di aiuto e riabilitazione per coloro la quali sopravvivevano alla violenza.

Uno dei risultati pi importanti fu il ricorso presentato, assieme ad altre organizzazioni civili, di fronte alla Corte Interamericana dei Diritti Umani, per denunciare gli omicidi di donne perpetrati nel Campo di Cotone, che ottenne che il massimo tribunale di giustizia della regione condannasse lo Stato messicano perch non protegge la vita della popolazione femminile.
Ha anche presentato, davanti alla Corte, nel 2002, i casi di Lilia Alejandra Andrade e di Silvia Elena Rivera; sono ambedue in attesa di essere ammessi per essere analizzati.

Angustia senza fine

Nel 2011 Nuestra Hijas ha denunciato pi di 200 rapimenti di bambine ed adolescenti, presumibilmente collegati con reti di tratta di persone. Norma lavorava su questi dossier quando iniziarono ad infuriare le aggressioni contro di lei.
Allinizio di questanno Mal Garca ha rivelato lesistenza di una rete di tratta che opera nel centro di Jurez, e che ha accusato di essere responsabile della sparizione di decine di giovani. Quindi ha detto di poter fare affidamento su informazioni che riguardano donne che dopo la loro scomparsa sono state viste nei bordelli di Puebla, Tlaxcala e Tijuana. Ha aggiunto che i risultati delle indagini sarebbe stati resi pubblici durante lanno, per andata via da Jurez da quando il 17 Febbraio del 2011 degli sconosciuti hanno bruciato il tetto della sua casa, mentre partecipava ad un atto di appoggio alla famiglia Reyes Salazar, altri difensori dei Diritti Umani a loro volta aggrediti.

La Andrade ricorda che non solo lei ha subito aggressioni; anche attiviste come Irma Prez, Eva Arce, Ramona Morales, Cipriana Jurado, e Benita Monrrez. Questultima stata una delle prime a lasciare il paese ed a rifugiarsi a Los ngeles. E una caparbia e legata a filo doppio che vuole continuare nel paese…….fino a quando non vede le conseguenze, annota la militante.

La verit che non esiste protezione per quelle e quelli che difendono i diritti umani; questo 14 Febbraio saranno 11 anni che reclamo giustizia per mia figlia ed 11 anni che vivo molestata tutto il tempo cercando di proteggere la mia vita, avverte Norma Andrade.

Fonte: http://www.mirajuarez.org/Pagine/DettaglioNews.asp?id=151

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