A Bruxelles convegno lotta alla mafia

Si è tenuto nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, organizzato dal gruppo S&D, un convegno sulla lotta alla mafia. Sono intervenuti Rita Borsellino, Rosario Crocetta, Piero Grasso, capo della procura Antimafia, Martin Schulz, capogruppo europeo dei socialisti, Don Ciotti, Gian Carlo Caselli, Giuseppe Scandurra, Presidente della FAI (Federazione Antiracket Italiana). Negli interventi è emerso che in Europa 311 miliardi di Euro sono nelle mani della criminalità, che gestisce droga, prostituzione, contraffazione, estorsione, armi, traffico di esseri umani e traffico dei rifiuti, concentrato principalmente in Spagna, Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia.

Servono quindi, strumenti efficaci per combattere le organizzazioni criminali, a partire da una direttiva che detti norme comuni per tutti i paesi Europei. Il merito di questo convegno è stato quello di portare al centro dell’attenzione dell’Europa il tema della mafia, slegandola dallo stereotipo che la vuole alla stregua di un problema “regionale”, tutto e solo Italiano. Si è parlato di beni confiscati alla mafia, di riciclaggio di denaro sporco, di una legislazione migliore e più snella, della difficoltà delle forze dell’ordine e della magistratura a poter operare. Al convegno hanno partecipato i Presidenti di alcune associazioni Antiracket della Provincia di Messina (Sant’Agata Militello, Patti, Milazzo e Messina). Molto apprezzato l’intervento del Presidente FAI, Giuseppe Scandurra, che ha posto il problema del Mezzogiorno; territorio che – “pur essendo ricco di risorse ambientali, culturali e turistiche, è tenuto fuori dai flussi di investimento; ciò è causato da problemi che coincidono in larga parte con quelli dovuti alla presenza di mafie forti e radicate”.

“Queste circostanze -ha continuato Scandurra- allontanano gli imprenditori sia italiani che stranieri e li scoraggiano dall’investire in queste realtà, facendo loro preferire aree immuni da questi condizionamenti. E’ per questo motivo che bisogna credere nel modello Antiracket, unico in tutta l’Italia, per garantire la sicurezza; questo percorso di legalità è stato possibile anche grazie al consolidato rapporto di collaborazione con le forze dell’ordine e con l’autorità giudiziaria. Questa è un’opportunità per offrire legalità non solo alle terre di mafia ma all’intero sistema economico Europeo”.

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