A volte è più pericoloso chi dovrebbe essere dalla tua parte di Cosa Nostra.

Telejato. A volte è più pericoloso chi dovrebbe essere dalla tua parte di Cosa Nostra. Isolando chi sta sul territorio

di Pietro Orsatti

Apparentemente potrebbe sembrare una storia di provincia. Una di quelle polemiche sterili che a volte appassionano alcune comunità. Uno “scazzo” fra due giornalisti su metodi e stile. Nel raccontare storie, nel fare giornalismo. Ma non è una storia così. Per l’argomento che si tratta, la mafia in terra di mafia, e per il peso dei soggetti implicati. Da un lato Pino Maniaci, di TeleJato, emittente televisiva di Partinico dove da decenni è in atto una ferocissima guerra di mafia. Cronista minacciato di morte, che ha subito negli anni decine di attentati e intimidazioni. Dall’altro Walter Molino, giornalista più tradizionale anche lui da Partinico ma da tempo sul continente a cercare lavoro e fortuna. Lavoro che ha trovato oggi in televisione. Non in una trasmissione qualunque, ma a Anno Zero.

I due non si amano. Non si sono mai amati. Da almeno 5 anni Molino non perde occasione di attaccare pubblicamente Maniaci. Parlando dei suoi trascorsi con la giustizia (che Maniaci non ha mai nascosto e chi in gran parte si sono dimostrati colossali minchiate), attaccando il suo modo di fare giornalismo (TeleJato è e rimane l’emittente locale più seguita del territorio del triangolo Cinisi-Corleone-Alcamo) e l’impegno certamente urlato di Maniaci contro la Mafia. Molino non si è fermato a questo negli anni. Ha deliziato centinaia di persone (fra cui anche io) con mail che pubblicizzavano un casellario giudiziario (poi in gran parte dimostrato tarocco e impreciso) di Maniaci. Ha attaccato amici e familiari del giornalista. E ha pubblicato un delizioso capitolo sempre su Maniaci nel libro “Taci infame” che ha pubblicato recentemente per Mondadori. Una guerra personale quella di Molino. Una crociata contro l’uomo di TeleJato descritto come un truffatore opportunista, un ladro, un mezzo criminale addirittura in odor di mafia.

A quanto pare Molino, nonostante i numerosi impegni che gli sono piombati sulle spalle lavorando nella struttura di Santoro & co, non riesce proprio a interrompere la sua guerra personale contro Maniaci, per lui incarnazione di ogni male. E in questo fine settimana ha pubblicato su un blog locale l’ennesimo attacco commentando la notizia di un’operazione dei carabinieri proprio a Partinico. Operazione The End. Poco definitiva, visto che molti mafiosi locali non sono stati sfiorati dagli arresti. Operazione che si è svolta due giorni dopo una manifestazione di solidarietà a TeleJato che negli ultimi mesi, con l’inasprirsi di un conflitto fra vari gruppi mafiosi locali, era tornata ad essere al centro di minacce pesantissime. Deve essere stata questa vicinanza fra manifestazione e operazione ad aver innervosito Molino.

Un attacco, quello del redattore televisivo, pesante e sibillino. Senza mai fare nomi, ma puntuale. Cercando di sminuire pesantemente il ruolo sociale e informativo dell’emittente partenicese. Sussurrando quasi che TeleJato non abbia alcun peso nella finora limitata ma inesorabile fase di risveglio civile della società di Partinico (e non solo). Come dire: TaleJato e Manuaci sono inutili, rumorosi ma senza seguito, scassamimchia manovrabili e manovrati. Punto.

Ora so che per quello che dirò Molino avrà la tentazione di querelarmi. Francamente me ne fotto. E quindi vado avanti. Come Molino sa, o meglio dovrebbe sapere, il messaggio che ha mandato (ieri, nel suo libro, da anni) può essere percepito come un via libera a chi TeleJato la vorrebbe vedere chiusa. Non per un fallimento. Ma con la violenza. A furia di cercare di delegittimare Maniaci e i suoi si rischia che qualcuno prenda sul serio questo tipo di messaggio. È successo in passato. Potrebbe succedere anche oggi. Molino però non sembra aver dubbi. Maniaci è il male assoluto. Che va sputtanato e isolato. Isolato. Questa parola in Sicilia ha un significato preciso. Isolato.

Dorme sonni tranquilli, Molino? Preghi che a Maniaci, ai suoi familiari e ai collaboratori di TeleJato non succeda nulla. Neanche un graffio. Neppure di scivolare nella doccia. Perché non so proprio come potrebbe continuare a dormire tranquillo se dovesse, e speriamo di no, succedere qualcosa.

fonte:  http://www.gliitaliani.it

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