Al centro commerciale Lungosavio le foto della cooperativa di Don Ciotti

da Il resto del carlino.it

La mostra, visibile fino al 23 gennaio, documenta attraverso decine di scatti la storia del percorso intrapreso dall’associazione ‘Libera’ che da anni lavora i terreni confiscati ai boss e che ora utilizza per fini sociali

Cesena, 11 gennaio 2011 – Le gallerie dei centri commerciali Igd ospitano la mostra fotografica ‘Terre di libertà’ realizzata in collaborazione con la Cooperativa Libera, Associazione contro le Mafie. Si parte da Cesena, dove al centro commerciale Lungosavio la mostra sara’ visibile fino al 23 gennaio.

Attraverso le testimonianze di alcuni protagonisti, verra’ anche presentato il libro Terre di liberta’, che documenta con decine di scatti la difficile ma anche stimolante storia del percorso intrapreso dalle cooperative che da anni lavorano i terreni confiscati ai boss e ora utilizzati a fini sociali e di rinascita economica. Ci saranno anche incontri con scuole e pubblico, visite guidate ed altre iniziative. Decine di scatti documentano la storia del percorso intrapreso dalle cooperative che da anni lavorano i terreni confiscati ai boss e ora utilizzati a fini sociali e di rinascita economica: la ‘Placido Rizzotto’ nelle campagne di Castevetrano (Sicilia occidentale), la ‘Pio La Torre’ a San Giuseppe Jato, ‘Valle del Marro’ a Gioia Tauro (Calabria), ‘Terre di Puglia’ (Mesagne), ‘Lavoro e non solo’ a
Palermo e il ‘Gabbiano’ a Latina.

”Questa mostra – racconta don Luigi Ciotti, fondatore di Libera – nasce per dare voce ai fatti, ai volti, ai nomi che sono l’anima di Libera e Libera Terra. Raccoglie fotografie da guardare ma anche da ascoltare, perche’ ognuna ha qualcosa da raccontarci attraverso il linguaggio della bellezza. Bellezza dei luoghi e delle persone, delle fatiche e delle speranze, bellezza soprattutto dell’impegno. Protagoniste delle immagini sono terre spesso amare ma ricche di fermento, cultura e tradizioni dalle quali in questi anni abbiamo imparato molto. Terre che spesso portano ferite profonde, un dolore che rimane a impregnare i campi e le strade, ma dove oggi germoglia il seme della speranza, si coltiva il futuro, si costruiscono quei diritti e opportunita’ che, insieme al lavoro della magistratura e delle forze di polizia, sono strumento irrinunciabile del contrasto alla criminalita’ organizzata”

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