Arrestato il capitano: presidio all'ambasciata greca a Roma lunedì ore 17

Questa volta l’indice accusatore degli attivisti della Freedom Flotilla, in procinto di salpare per la seconda volta verso Gaza con il suo carico di aiuti umanitari, non è rivolto contro il blocco navale israeliano 1o le presunte azioni di sabotaggio orchestrate da Tel Aviv. Questa volta, l’ostacolo è la Grecia. Da ieri, le autorità elleniche hanno vietato la partenza a tutte le navi, battenti bandiera greca o di altri paesi, se dirette a Gaza. John Klusmer, capitano della nave americana “Audacity of Hope”, ha provato a forzare il blocco salpando dal porto di Atene, ma è stato subito intercettato dalla Guardia costiera greca. Il primo viaggio della Freedom Flotilla, nel maggio di un anno fa, vide il blitz a bordo di una nave turca  2 delle forze di sicurezza israeliane e la morte di nove attivisti. A quella spedizione partecipò anche l’italiano Vittorio Arrigoni 3, ucciso nell’aprile scorso a Gaza.

Klusmer “è stato arrestato – raccontano oggi da Atene i coordinatori di Freedom Flotilla 2 – ed è al momento sotto custodia della polizia. Ma non sappiamo ancora quali sono i capi di accusa che pendono nei suoi confronti”. “L’equipaggio della ‘Audacity of Hope’ – spiegano – è stato trattenuto sulla nave” mentre i restanti partecipanti alla missione hanno comunque “deciso di restare a bordo per solidarietà con il capitano del battello”. Secondo i coordinatori, John Klusmer comparirà in tribunale lunedì prossimo. La speranza degli organizzatori è di riuscire in ogni caso a muovere verso Gaza all’inizio della prossima settimana.

Per rispondere al divieto di partire imposto dalla Grecia, gli organizzatori della flottiglia stanno “esplorando la possibilità di un’azione legale “con l’aiuto di uno staff di avvocati” contro quello che viene considerato “un assedio illegale nelle acque greche”. Perché il blocco messo in atto dalla Grecia contro Freedom Flotilla 2 e l’arresto del capitano della ‘Audacity of Hope’ hanno come presupposto legale l’articolo 128 del Codice Navale ellenico, che prevede “uno stato di guerra o di intensità delle relazioni internazionali di cui non siamo a conoscenza”.

Ieri, subito dopo il blocco della nave americana, sono state organizzate proteste davanti all’ambasciata Usa ad Atene e, secondo quanto riferito dagli attivisti via twitter, davanti al consolato greco a New York. Il coordinamento italiano ha indetto un presidio davanti all’ambasciata greca a Roma per lunedì prossimo alle ore 17.

Ma la Grecia non è sola nel suo frapporsi tra la Freedom Flotilla 2 e Gaza. Il “quartetto” sul Medio Oriente – Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Onu – ha chiesto oggi a “tutti i governi interessati” dalla vicenda di usare la loro influenza per scoraggiare la partenza delle navi. In un comunicato, il quartetto sottolinea come la nuova flottiglia umanitaria “metta in pericolo i suoi partecipanti” e rischi di innescare “un’escalation”.

“Il quartetto – si legge nel comunicato – chiede con forza a coloro che vogliono portare aiuti al popolo di Gaza, di farlo attraverso intermediari per i canali esistenti, in modo che le loro merci possano essere ispezionate e trasferite attraverso gli itinerari terrestri stabiliti”.

fonte: http://www.repubblica.it

Potrebbero interessarti anche...