Post about RITA ATRIA'S movieArticolo sul film su RITA ATRIA

2320192-140x180

Amenta’s reply: she took money to be interviewed

Movie about the Mafioso turned informant, war within the anti-Mafia


Rita Atria’s aunt, suicidal collaborator, accuses a director in a video. And he cancels Youtube.

PALERMO- Legal actions threats and claims for damages rebound amongst the producer and the real characters of the dramatic story of Rita Atria rendered in a movie which has been showing in halls for now ten days. “The Rebellious Sicilian”. With Marco Amenta’s dismay, the young film maker who distrusted Youtube by asking and obtaining the cancellation of a heavy interview to Piera Aiello, the “ Mafioso turned informant” aunt of a girl who rebelled against the Mafia and who commited suicide seven days after the slaughter in via D’Amelio, due to the discouragemet caused by the loss of Paolo Borsellino. Aiello supports the disclosures of her niece in front of the judge with the interview cancelled yesterday by Youtube, she accuses Amenta of having used original pictures and films of the Atria family. He has been accused also of having endangered her, Rita Atria’s brother’s widow, protected like her daughter Vita Maria, who turned 17 recently,he is ready to confront heavy criticisms: “ This is a producer who works only with the intention of speculating us…. and I would not want anyone to put us in the position of starting everything again only because they want to make money on our shoulders….”.

These are a few clips of the interview carried out by another anti-Mafia icon, Pino Maniaci, the director of TeleJato, him too against Amenta, who yesterday was irritated for having disappeared from Youtube and who immediately lost his temper and counter-attacked by moving the video to another web network: “If Amenta decides to censor us he does not scare me and someone out of fear is permitting him to do so. So I quickly placed everything on ‘mogulus.com’…”, he pruodly announces having had more than 200 legal actions. He anticipates news concerning his trip to Rome on Monday, for a press conference against the movie: “Don Luigi Ciotti is going to be with us aswell”. The priest who leads Libera would have preferred to not assist to so many bitter controversies, as he told Amenta yesterday who met with him in Rome where the “week of legality” is taking place . And Father Ciotti opened his arms: “ We support victims and their families. We are aware of the honesty of Piera and her daughter Vita”. On the other hand on You tube they also censored him as he clearly says to Maniaci: “Everyone should do an examination of conscience . These wrongnesses should not be put away in drawers. Conscious that they are hard words, it is years that I have been admitting that the first enemies of the fight against the Mafia are the many realities of the anti-Mafia itself. How many people are filled with words, I repeat that we need less images and more coherence”.

A news club that Amenta considered slanderous, atleast for the news launched via YouTube with Aiello’s voice in disguise, who is supported by Nadia Furnari, the person responsible of the Rita Atria Association: “ This advertising machine makes horror”. And so the producer who signed amongst other controversies the movie about the hiding of Bernardo Provenzano, “ The Ghost of Corleone”, rejects all accusations: “ I remember tha Father Ciotti was always near us, that Libera used our documentary on Rita Atria, and that Furnari applauded it together with Antonino Caponnetto at the Venice Film Festival in 1997, and Aiello accepted a compensation”. Here is another uncovered nerve. With Aiello who on TeleJato admits to consider “unbearable” the fact that she took money from the producer. “ Not even one cent. He instead got hold of pictures of family events and recreational videos without returning them, and presenting them again in the latest movie.”. But Amenta empties the drawers and shows a letter signed by Aiello in 1996 where she accepts 3 million of the old Lires as “ a compensation for the interview”: “ I understand that they outburst due to their difficult situation they are in. But these poisons weaken the block of the civil society and help Cosa Nostra.”. An invitation by Father Ciotti has been made to mend and mediate. With Amenta irritated and worried about the the “passing of words” : “ It might be a coincidence, but the movie has already disappeared from cinema halls in Milan and Turin”.

Corriere.it

11 March 2009

2320192-140x180

La replica di Amenta: “lei ha preso i soldi per farsi intervistare”


Film sulla pentita, guerra nell’antimafia

La zia di Rita Atria, collaboratrice suicida, accusa
il regista in un video. E lui fa oscurare YouTube


PALERMO – Minacce di querele e richieste di danni rimbalzano fra il regista e i protagonisti reali della drammatica storia di Rita Atria tradotta in un film da dieci giorni nelle sale, «La siciliana ribelle». Con sgomento di Marco Amenta, il giovane cineasta che ha diffidato YouTube chiedendo e ottenendo di oscurare una pesantissima intervista di Piera Aiello, la zia «pentita » della ragazza che si ribellò alla mafia e che si uccise sette giorni dopo la strage di via D’Amelio, nello sconforto per la perdita di Paolo Borsellino. La Aiello che sostenne le rivelazioni della nipote davanti al giudice con l’intervista ieri soppressa da YouTube accusa Amenta di avere usato foto e filmati originali della famiglia Atria. E di aver creato un pericolo per lei, vedova del fratello di Rita Atria, protetta come la figlia Vita Maria, 17 anni appena, pronta a critiche pesantissime: «Questo regista è una persona che fa il suo lavoro solo per specularci… e non voglio che qualcuno solo per arricchirsi sulle spalle di altri ci metta nella posizione di dovere ricominciare tutto da capo…».
Ecco alcuni dei passaggi dell’intervista realizzata da un’altra icona dell’antimafia da trincea, Pino Maniaci, il direttore di TeleJato, anche lui schierato contro Amenta, ieri indispettito per essere sparito da You Tube e immediatamente scattato al contrattacco spostando il video su un’altra rete web: «Non mi fa certo spaventare Amenta se decide di censurarci e qualcuno per paura glielo consente. Così ho subito piazzato tutto su ‘mogulus.com’…”, annuncia fiero lui che di querele ne ha più di 200. E anticipa la notizia di un suo viaggio a Roma per lunedì, per una conferenza stampa contro il film: «Con noi ci sarà anche Don Luigi Ciotti». Il sacerdote che guida Libera avrebbe preferito non vedere scoppiare polemiche tanto acide, come ha spiegato ieri allo stesso Amenta che lo ha raggiunto affannato a Roma dove è in corso la «settimana della legalità». E Don Ciotti ha allargato le braccia: «Noi stiamo dalla parte delle vittime e dei loro familiari. Sappiamo dell’onestà di Piera e della figlia Vita». D’altronde su You Tube hanno censurato pure lui quando a Maniaci ha detto chiaro: «Ognuno si faccia un esame di coscienza. Queste scorrettezze non possono essere messe nel cassetto. Consapevole che sono parole dure, da anni dico che i primi nemici della lotta alla mafia sono tante realtà dell’antimafia. A quanti si riempiono di parole, ripeto che abbiamo bisogno di meno immagini e più coerenza».
Una clava mediatica che Amenta deve aver considerato diffamatoria, almeno per le accuse lanciate via YouTube con la voce contraffatta della Aiello, a sua volta sostenuta da Nadia Furnari, responsabile dell’associazione Rita Atria: «Questa macchina pubblicitaria fa orrore». E allora il regista che firmò fra altre polemiche il film sulla latitanza di Bernardo Provenzano, «Il fantasma di Corleone», va giù duro respingendo ogni accusa: «Ricordo che Don Ciotti è stato sempre vicino a noi, che Libera ha usato il nostro documentario su Rita Atria, che la Furnari lo applaudì con Antonino Caponnetto al festival di Venezia nel 1997, che la Aiello accettò un compenso». Ecco un altro nervo scoperto. Con la Aiello che a Tele Jato confida di ritenere «insopportabile » l’insinuazione di avere avuto soldi dal regista. «Non una lira. E lui si è invece appropriato di foto di feste familiari e video amatoriali senza più restituirli, riproponendoli nell’ultimo film». Ma Amenta svuota i cassetti e mostra una lettera del ’96 firmata dalla Aiello che accetta 3 milioni di vecchie lire «come compenso per l’intervista»: «Capisco e perdono lo sfogo di chi vive una difficile situazione. Ma questi veleni indeboliscono il fronte della società civile e aiutano Cosa Nostra». Un invito a ricucire, a un incontro, a una mediazione di Don Ciotti. Con Amenta irritato e preoccupato dal «passaparola»: «Sarà un caso, ma il film è già sparito dai cinema di Milano e Torino».

Corriere.it
11 marzo 2009

Potrebbero interessarti anche...