Azione urgente per Marisela Ortiz

Ni una mas: Marisela Ortiz lascia il Messico per le minacce dei narcos

L’attivista per i diritti umani e fondatrice dell’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa, Marisela Ortiz Rivera, è stata costretta a lasciare la sua città natale, Ciudad Juarez, a causa delle minacce di morte sempre più gravi, ricevute negli scorsi giorni.

La mattina del 10 marzo uno striscione con frasi intimidatorie è stato lasciato di fronte alla scuola dove Marisela insegna. Una minaccia lanciata dai narcoterroristi contro la donna che da dieci anni sta lottando insieme alle madri di NHRC per chiedere verità e giustizia.

A Ciudad Juarez oltre 900 giovani donne negli ultimi venti anni, spesso sfruttate nelle maquiladoras, fabbriche di assemblaggio per l’esportazione, sono state uccise, violentate e i loro corpi fatti sparire nel deserto, una violenza che rimane spesso anonima e impune.

Dal 2001, in seguito al brutale assassinio di Lilia Alejandra Garcia Andrade, diciassettenne allieva di Marisela, insieme alle altri madri dell’associazione NHRC, ha denunciato pubblicamente il terribile dramma dei femminicidi che quotidianamente avvengono nella città al confine con gli Stati Uniti e ha promosso il sostegno agli orfani.

Dal 2006 le morti violente in Messico sono state oltre 32.000 e Ciudad Juarez detiene il triste primato di città più pericolosa al mondo. Una situazione aggravata dal clima di impunità generale che pervade questi crimini efferati. Chi denuncia l’intollerabilità di questa situazione rischia la propria vita, come testimoniano gli assassini di Susana Chavez e Marisela Escobedo Ortiz. In seguito alle ultime minacce Marisela Ortiz Rivera è stata costretta all’esilio per proteggere la propria famiglia, mentre le altre attiviste dell’associazione sono rimaste a Ciudad Juarez.

Molte associazioni, comuni e singoli cittadini e cittadine italiane esprimono la propria solidarietà e preoccupazione per la sicurezza degli attivisti per i Diritti Umani a Ciudad Juarez. Marisela Ortiz Rivera non può essere lasciata sola contro la violenza dei narcoterroristi a cui la società civile grida il proprio “Ni Una Mas!”

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