Beni confiscati ai boss, la Regione punta sulla formazione

4 marzo 2011

Legalità e giustizia: fattori indispensabili per attivare il volano dello sviluppo. Occorrono però competenze specifiche per controllare e preservare le attività imprenditoriali dalle infiltrazioni criminali. Specie se si tratta di quelle nate sui beni confiscati alle mafie, un patrimonio da restituire alla collettività ma ancora in larga parte inutilizzato, fuori controllo.

In quest’ambito la formazione professionale può svolgere un ruolo importante per valorizzare e condividere questi beni, facendoli diventare strumenti con cui generare prospettive di lavoro vero nel territorio.

Un obiettivo adesso perseguibile anche attraverso un bando pubblico da poco meno di 4milioni di euro. Si tratta dell’avviso ‘Beni in comune’, appena a pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana e presentato stamane dall’assessore per l’Istruzione e la formazione professionale, Mario Centorrino, nel corso del convegno ‘Un anno col Fondo Sociale Europeo’, svoltosi all’Astoria palace.

Finalità dell’avviso è la promozione di progetti per l’accrescimento della professionalità del personale degli enti territoriali siciliani nella gestione dei beni sottratti alla mafia, ai sensi della legge n. 575/65.

L’azione formativa, supportata da una dote di 3milioni e 750mila euro a valere sul PO FSE 2007/2013, è destinata a un massimo di 837 partecipanti nella misura di 2 dipendenti per ciascun Comune (fatta eccezione per Palermo, nella cui amministrazione il progetto formativo è previsto per 9 dipendenti), 3 dipendenti per ciascuna Provincia e 23 funzionari della Regione siciliana.

“Il percorso formativo è strutturato in 145 ore, di cui circa i due terzi sono dedicate all’attività didattica vera e propria, con approfondimenti sulle modalità gestionali dei beni confiscati e il quadro normativo di riferimento e il resto orientato su attività di accompagnamento: dalla stesura di progetti di riconversione e valorizzazione dei beni confiscati alla creazione di partnership con cooperative sociali presenti sul territorio” – ha illustrato Emanuela Giuliano, dirigente dell’ufficio speciale della Legalità, presso la Regione siciliana.

Tra gli argomenti discussi nel convegno, che ha riunito un parterre qualificato di partecipanti (tra questi don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera, l’associazione che oggi coordina oltre 1.500 realtà di base impegnate nella diffusione della cultura della legalità, e Michel Laine, commissario europeo per gli Affari Sociali e la Formazione), il numero ancora elevato di immobili confiscati ma di fatto inutilizzati: “Sono oltre il 45%, soprattutto perché gravati da ipoteche bancarie – ha puntualizzato Ciotti -.

Una quota alla quale va aggiunto il numero, preoccupante, di quegli immobili nella cui gestione sono riusciti a infiltrarsi figure criminali”. Un esempio, ha ricordato il presidente di Libera, ha riguardato la stessa cooperativa sociale Placido Rizzotto, di San Giuseppe Jato, che opera sulle terre del Consorzio di Comuni “Sviluppo e Legalità”: “quando questa impresa cominciò a produrre pasta, fu costretta nel giro di un anno a trasferire l’attività in un altro laboratorio artigianale, perché nel primo pastificio si erano infiltrate figure criminali. Ma anche nella successiva struttura si verificò lo stesso problema, dopo appena altri 7 mesi di attività”.

Presente al convegno anche il prefetto Mario Morcone, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati ai boss: “Oggi l’Agenzia gestisce un patrimonio vasta, con almeno undicimila beni, un centinaio di aziende che garantiscono reddito e occupazione, ma almeno un altro migliaio che non hanno più vita ed sono in fase di liquidazione”. Il tema dei beni confiscati -ha aggiunto Morcone – e’ strategico nel contrasto alle organizzazioni criminali. La Sicilia ha pagato un prezzo altissimo su questo fronte, ma è al tempo stesso antesignana di un movimento di riscatto sociale che si sta diffondendo in tutta Italia”.

fonte: http://palermo.blogsicilia.it

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