Cambiamento

Il vento che cambia, si volta pagina, i segni del cambiamento… sono
le espressioni più frequenti e, a volte abusate, di questi giorni.
Bastasse una tornata elettorale per cambiare davvero, sarebbe già
fatta. Ma così non è. La vera sfida comincia proprio adesso. Per
verificare ad esempio che il manuale Cencelli (la scelta degli
assessori nel rispetto assoluto delle proporzioni dei voti di ciascun
partito) non prevalga sui bisogni reali della gente, che l’ordine
delle priorità sia dettato realmente dalle necessità e non dalla
tattica, che le promesse, i programmi e gli obiettivi non restino
imbrigliati nella realpolitik, che si continui ad ascoltare la gente
anche fuori dalla campagna elettorale. Per il nostro Paese è vitale
cambiare il volto delle città, ma ciò di cui abbiamo maggiore
necessità è una vera e propria conversione della politica.
“Conversione”, perché il termine di riforma non è sufficiente a
definire bene l’urgenza. Potremo dire che è cambiato il vento solo
quando si comincerà a sottrarre alla palude della partitocrazia la
gestione delle cose di tutti e a porre veramente al centro ciò di cui
la gente ha bisogno.

http://www.peacelink.it/mosaico/a/34104.html

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