Corleone. Conclusa la festa di Avviso Pubblico. Campinoti: "In politica bisogna distinguere tra chi si assume le responsabilità e chi non lo fa"

lunedì 30 maggio 2011

Nel cuore della Sicilia, sul verde dell’altopiano corleonese, vi è oggi l’agriturismo “Terre di Corleone” (Contrada Drago). Questo casolare, divenuto un simbolo della legalità, apparteneva prima a Totò Riina, mentre oggi è gestito dalla Cooperativa Pio La Torre- Libera Terra. In questo posto incantevole ieri, 29 maggio 2011, si è conclusa la terza Festa nazionale di Avviso Pubblico, durante la quale gli amministratori locali provenienti da tutta Italia, per quattro giorni, si sono incontrati e confrontati sul fronte del contrasto alle mafie e per la costruzione di un’etica della responsabilità, raccontando ognuno le proprie esperienze e presentando dei progetti di lavoro. Salvatore Gibiino, Presidente della Cooperativa Pio La Torre, dopo aver ringraziato Avviso Pubblico per il sostegno concreto che porta a tutte le cooperative Libera Terra, ha affermato che è dal lavoro sui terreni confiscati che può crescere sempre di più la sensibilità dei cittadini per l’affermazione di una società giusta e senza mafie. “Oggi sono i ragazzi stessi di Corleone che chiedono di poter lavorare nella cooperativa e ciò vuol dire che la società civile si sta risvegliando”. Antonino Iannazzo, Sindaco di Corleone e Vice Presidente di Avviso Pubblico ha illustrato le misure di prevenzione amministrativa che il Comune ha attuato per contrastare l’infiltrazione mafiosa negli appalti ed ha affermato che nelle prossime settimane, attraverso Avviso Pubblico, si avanzeranno delle proposte legislative in materia di appalti al parlamento regionale siciliano e quello nazionale. “Le norme sugli appalti della Regione siciliana vanno cambiate. Il cerchio dell’impegno si deve allargare sempre di più” ha concluso Iannazzo.

“Sono contento che la terza Festa nazionale di Avviso Pubblico si sia svolta qui – ha affermato Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico e Sindaco di Certaldo – Tanti amministratori di varie parti d’Italia hanno potuto toccare con mano quanto di positivo si è fatto a Corleone e nei comuni circostanti in questi anni per costruire opportunità di cittadinanza, di lavoro e di impresa. Avviso Pubblico – ha continuato Campinoti – vuole presentare la buona politica per contrastare il luogo comune che vuole che tutti i politici siano uguali. Così non è. L’impegno di questi sindaci che abbiamo incontrato in questi giorni dimostra quanto di positivo ci sia nelle amministrazioni locali del nostro Paese. Bisogna distinguere tra coloro che si impegnano con responsabilità e chi fa il contrario”.

Dopo questi interventi è iniziato l’incontro intitolato Testimonianze di impegno civile e politico contro le mafie, per la legalità. Erano presenti: Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, Francesco Forgione, già Presidente Commissione parlamentare antimafia, Luciano Silvestri, responsabile Legalità e Sicurezza CGIL Nazionale e Toni Dell’Olio, responsabile settore internazionale di Libera. A moderare l’incontro Antonio Maria Mira, giornalista di Avvenire. Dalla legalità agli appalti, dai bisogni sociali all’internazionalità delle mafie, sono stati questi i temi principali al centro del dibattito. Franco La Torre ha brevemente ricordato l’impegno di suo padre, l’approvazione della legge Rognoni-La Torre (n. 646/82), che ha introdotto il reato di associazione mafiosa e la norma sulla confisca dei beni dei mafiosi. “Nell’Italia di oggi si fatica a percepire un chiaro schieramento delle forze politiche contro la mafia. Oggi si deve rafforzare la normativa sui beni confiscati – ha affermato il figlio di Pio La Torre – velocizzare i tempi e le procedure di sequestro, confisca, assegnazione e destinazione dei beni confiscati. Soprattutto – ha concluso La Torre – bisogna concentrarsi sul rimettere nel mercato le aziende confiscate, molte delle quali oggi faticano a ripartire”.

Luciano Silvestri della CGIL si è soffermato sul tema del lavoro e degli appalti affermando che: “Il sistema degli appalti pubblici oggi vale il 14% del PIL, un interesse economico rilevante. Il sistema del massimo ribasso va abbandonato a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa, vanno chiarite in modo puntuale le regole che normano gli appalti sotto soglia, inserendo nel codice penale un reato contro il caporalato”.

Toni Dell’Olio di Libera si è soffermato sull’espansione delle mafie nel mondo. “Oggi l’internazionalità delle mafie è costitutiva delle mafie stesse. Non si può contrastare la mafia a livello locale senza porsi una strategia a livello internazionale. Oggi tutte le attività della criminalità organizzata si svolgono su uno scenario internazionale”. In questo Avviso Pubblico svolge un ruolo decisivo nel nostro Paese ha sostenuto Francesco Forgione. “La lotta alla mafia deve diventare la chiave interpretativa della società. Il sindacato deve aprire un dibattito pubblico sul sistema degli appalti; va creata una banca dati nazionale e approvata una legge che assegni il potere alla Direzione investigativa antimafia di svolgere le indagini sui flussi finanziari e sugli appalti. La lotta alle mafie va condotta di pari passo con la lotta alla corruzione e, questo, non solo in un’ottica e in una dimensione giudiziaria. In Italia va introdotto il reato di riciclaggio tra privati come previsto dalla Convenzione di Strasburgo del 1999. Va ricostruita una nuova etica pubblica e della trasparenza. Su questi ambiti il ruolo di Avviso Pubblico è decisivo”.

Giulia Migneco

fonte:  http://www.eleutero.it

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