Diario a Partinico

“Salvagente”…è proprio quello che serviva in questi giorni a Partinico, colpita dalla forte pioggia infiltratasi anche dentro la redazione di Telejato. Giorni difficili per Pino e la sua famiglia,ma non più di tanti altri. La fatica e il sacrificio è per loro all’ordine del giorno.A rendere ancor più  duro il lavoro nelle ultime ore sono state le ennesime intimidazioni. Gomme della  macchina tagliate e  ancora una lettera anonima,questa volta proveniente da Palermo, fatta trovare dietro la porta della redazione,nella quale si intimava Pino a interrompere il suo lavoro, altrimenti l’avrebbero fatta pagare a lui e alla sua famiglia. “ai u tagghiuni iccatu” queste le ultime parole della lettera, che tradotte vogliono dire:”prima o poi devi morire”.
A preoccupare ancora di più Pino però è la denuncia da parte di alcuni imprenditori contenuta in una  lettera arrivata qualche giorno prima. Gli imprenditori pagano il pizzo ed esprimono la loro paura a denunciare i fatti alle forze dell’ordine e chiedono a Pino di farlo attraverso la sua televisone.
In questo momento le lettere sono in mano agli inquirenti che se ne prenderanno in carico e indagheranno sulla provenienza di quest’ultime per stanare quelli che Pino chiama i PDM i “pezzi di merda”.
La famiglia Maniaci,Patrizia la moglia,Letizia che con il padre porta avanti la televisione, Giovanni e Simona la più piccola, si stringe intorno a lui e se pur la preoccupazione aumenta,dato che a differenza delle altre volte i mafiosi minacciano di prendersela anche con loro,lo incitano a proseguire e a non
mollare. Proprio come quella volta che mandò in onda ugualmente il telegiornale nonostante avesse il volto tumefatto a causa di un’aggressione. Pino non si lascia intimidire e con l’ironia che lo contraddistingue continua a sbeffeggiare i mafiosi PDM..anche ai microfoni di Prima Radio. Moltissimi sono i messaggi e le lettere di solidarietà che in questi giorni ha ricevuto. Salvagente si unisce a questi ma ribadisce l’importanza di stare vicini anche fisicamente ai nostri amici.

Per condividere la tensione di quando leggi una lettera di minaccia o la paura di veder rallentare una macchina accanto a se e i propri figli.. La paura di essere ammazzato.Per condividere la fatica delle spese,anche delle bollette quando necessario, perchè non stacchino la luce e la redazione possa andare avanti. Per condividere anche le cose più semplici,come la rabbia nel guardare i telegiornali di oggi,che ci propongono il figlio di un camorrista al Grande Fratello e giornalisti che giocano sulla “pornografia della sofferenza”in continuazione, affossando notizie fondamentali per il nostro Paese.
Se vogliamo ancora avere un’informazione libera e degna di essere chiamata con questo nome abbiamo bisogno che persone come la famiglia Maniaci con Telejato possano continuare a svolgere in serenità il proprio lavoro.

Valentina Ciappina

21 ottobre 2010

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