Eseguita l'autopsia di Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni, il cooperante italiano ucciso da un gruppo della Jihad salafita nella striscia di Gaza qualche giorno fa, è stato strangolato, probabilmente con una corda, ma sul suo corpo non ci sono segni di lesioni provocate da pestaggio.

Lo riferiscono fonti giudiziarie, dopo che questa mattina è stata eseguita l’autopsia sul corpo dell’attivista.

Il reato ipotizzato dalla procura di Roma contro ignoti, come riferiscono le fonti, è sequestro di persona a scopo di terrorismo, aggravato dalla morte dell’ostaggio.

Arrigoni era stato rapito giovedì da un gruppo jihadista salafita legato ad al Qaeda, che aveva minacciato di ucciderlo se il loro leader, arrestato da Hamas lo scorso mese, non fosse stato liberato.

Il corpo del cooperante era poi stato trovato dalle forze di Hamas venerdì in una casa abbandonata.

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