Giorno 1: arrivo a At Tuwani

AT-TUWANI – Per arrivare al villaggio di At-Tuwani sulle colline a sud di Hebron ci vogliono tre ore e quattro bus nonostante sia distante da Gerusalemme poco più di 50 chilometri. A dire il vero una strada veloce ci sarebbe, ma è percorribile solamente dai cittadini israeliani.

La oltrepassiamo ed entriamo nel villaggio. Qui sull’unica strada non asfaltata, i bambini si lanciano lungo la discesa sedendosi su oggetti di fortuna. Pezzi di cartone e bottiglie schiacciate. Osservano la nostra macchina fotografica e galvanizzati continuano a lanciarsi fino a quando un vecchio li richiama. Sono loro a darci il benvenuto ad At-Tuwani. Appena calano le luci del tramonto, il rumore dei cani e degli asini si mischia con quello del generatore che garantisce la corrente nelle ore notturne. Le uniche due case illuminate questa sera sono quelle che ospitano la festa per un matrimonio di un membro di una delle cinque grandi famiglie del paese. Sul terrazzo della casa, insieme agli altri uomini, rigorosamente separati dalle donne, mngiamo pezzi di carne di capra discutendo di politica e religione. Un vecchio seduto sui tappeti ci dice che per capire chi sono i palestinesi è necessario venire sul posto per conoscerli meglio e per capire le loro idee”. Spesso infatti nel mondo occidentale la figura del “popolo palestinese” viene mitizzata, quasi spersonalizzata e banalizzata. Sul terrazzo sotto le stelle di Tuwani ognuno dei trenta uomini che osservano ogni nostro movimento ha una storia diversa e un volto diverso.In questi giorni avremo il modo di conoscere queste storie e di raccontarvele.

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