Giorno 7: MOMENTI.

di Davide Ziveri e Enza Iannotti

Grandi preparativi ad At-tuwani: questa mattina arriva una delegazione UNICEF da New York. Arrivano con i loro enormi fuoristrada bianchi, camicia maniche corte, occhiali da sole e girocollo di perle. Due “Colombe” si sistemano e, malgrado l’aria un po’ disfatta che li caratterizza, partono alla volta della clinica per accogliere questi importanti ospiti. Chiacchierano, sorseggiano the, si raccontano. Ancora una volta l’esperienza nonviolenta di questo piccolo villaggio nascosto alle porte del deserto del Negev prende voce e si espande, questa volta, partendo dallo sguardo dei bambini che, nella loro faticosa normalità, continuano ad andare a scuola scortati da una jeep dell’esercito israeliano.

La giornata prosegue nonostante le jeep, i coloni, l’esercito, il conflitto…e nel primo pomeriggio adulti e bambini (rigorosamente uomini!) si ritrovano nel cortile della scuola per una partita di pallone che, come nelle migliori tradizioni, mette sempre d’accordo tutti! Il campo è forse l’unica superficie piana tra queste colline, scavato tra la scuola e la roccia, e vale il gioco di sponda. Sui gradini che fanno da spalti si sgranocchiano semi di girasole e si fa il tifo.

La tranquillità degli incredibili tramonti di questi giorni lascia spazio ad una notte di luna piena di cui approfitta una squadra dell’esercito israeliano per un’esercitazione notturna alle porte del villaggio utilizzando i visori ad infrarossi. Le famiglie stanno cenando nelle loro case, mentre a pochi metri uomini armati in mimetica si muovono tra gli ulivi, pronti a sparare, ma stavolta, così dichiarano, solo per prova; mentre la paura di chi, senza nemmeno saperlo, è sotto tiro, non è affatto finta.

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