Giorno5: la resistenza delle donne

Giorno5: la resistenza delle donne

Ad At-Tuwani la resistenza popolare non violenta contro l’occupazione coinvolge tutti gli abitanti del villaggio comprese le donne che ogni giorno combattono su due fronti: contro i coloni e contro la discriminazione di genere. Lo racconta Kifa, moglie di Nasser. che nel 2004 ha avviato la costituzione di una cooperativa di sole donne. “All’inizio non è stato facile gli uomini del villaggio hanno bocciato sul nascere la nostra iniziativa”.

Loro però non hanno mollato la presa e hanno insistito fino a quando sette di loro sono riuscite a convincere il consiglio del villaggio della necessità di questa cooperativa. Sei anni fa hanno iniziato a produrre oggetti di artigianato ed oggi sono 32 le donne impegnate in questo progetto. I proventi vengono utilizzati per mandare a scuola le bambine e cercare di diminuire il tasso di analfabetismo femminile che si attesta sul 60%. Ma oltre al lavoro, le donne sono impegnate in prima linea anche nel contrasto ai coloni e all’amministrazione israeliana. A dicembre quando l’esercito è intervenuto per abbattere i piloni che avrebbero portato l’elettricità a At-Tuwani. In quell’occasione le donne hanno creato un cordone umano fronteggiando a viso aperto i bulldozer dell’esercito. Già in altre occasioni, gli uomini si erano interposti venendo così arrestati; ma di fronte alle donne i soldati hanno esitato e hanno dovuto abbandonare il campo.

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