gliitaliani.it L’inizio di un percorso, l’abbozzo di un progetto”.

di Pietro Orsatti – 26 giugno 2010
Insomma alla fine mi tocca. Il momento tanto temuto è arrivato. Dopo mesi di lavoro “clandestino” devo scrivere questo pezzo.

Devo raccontare 5 mesi di lavoro.

Un lavoro non solo mio, ma di un gruppo agguerrito di blogger, giornalisti, grafici, attivisti di movimenti e comitati, scrittori, fotografi, politici, cittadini. Quelli che stanno mettendo in piedi “gli italiani”. In questo progetto sono state coinvolte più di venti persone nel gruppo ristretto e più di un centinaio di amici e collaboratori. Abbiamo costituito una società editoriale, ci siamo autotassati, stiamo registrando due testate giornalistiche, distinte ma fra loro comunicanti, anzi, “collaboranti” e “coincidenti”. Questo sito e la rivista cartacea, oggetto fisico che fra pochi giorni potrete valutare. Perché fra pochissimo sarà disponibile il numero zero. Il nostro biglietto da visita.

Abbiamo scelto di non spenderci da subito “i nomi”, anzi di mantenere un profilo basso per poter avere tutto il tempo di sperimentare senza creare aspettative. Abbiamo lavorato, da artigiani della comunicazione, giorno dopo giorno a provare e limare, a costruire invece che pubblicizzare. Abbiamo costruito rapporti, partnership, ci siamo aperti in una logica di totale ribaltamento degli abituali rapporti editoriali. Non vogliamo occupare uno spazio del mercato editoriale (che sia cartaceo o online). Ce lo vogliamo inventare noi il nostro mercato.

Ma torniamo alla “ciccia”. Una parte fondamentale di questo progetto è il comitato editoriale. Si tratta di un organismo informale – nelle prossime settimane diverrà formale e organo di indirizzo della società editoriale –  a cui stanno aderendo decine di “nomi”. Non vi preoccupate, non faremo la lista qui per far vedere quanto siamo “fighi”. Non ci piace l’informazione dei “guru” e dei titoli strillati, non cerchiamo sensazionalismi e tantomeno “padrini”. Non ci frega assolutamente nulla di essere “catalogabili” attraverso una lista (siamo oltre le cinquanta adesioni). Se cercate i nomi basta che sfogliate a ritroso nel tempo le pagine elettroniche di questo sito e li troverete quasi tutti. Alcuni di questi hanno “investito” (in idee e impegno e non in denaro) fin dall’inizio del progetto. Di questi ne ricordo solo alcuni perché sono quelli che da più tempo ci incitano ad andare avanti. Massimo Scalia, Luigi De Magistris, Anna Alessia Petrozzi, Sonia Alfano, Paolo Cento, Pino Maniaci, Ignazio Marino, Paride Leporace, Salvatore Borsellino, Alessandro Ambrosin, Lorenzo Baldo, Riccardo Orioles (anche te Riccardo che ci hai così tante volte giustamente, affettuosamente e puntualmente bacchettato), Francesco Piccinini, Giulio Cavalli, Gianni Tamino, Nichi Vendola, Mila Spicola, Francesco Saverio Alessio, Pino Masciari, Francesco “Checchino” Antonini, Stefano Montesi, Rita Borsellino e tanti e tanti altri che hanno detto “si, facciamo un patto, facciamo un giornale”, anzi due. Anzi un progetto, che superi la forma giornale tradizionale. Che sia luogo aperto di scambio fra il giornalismo tradizionale e il giornalismo partecipativo fatto direttamente dai cittadini. Facciamo informazione e creiamo un luogo di discussione e di inchiesta. Dove far incontrare culture e idee differenti. Dove investire sulle idee e non sugli schieramenti. A dirigere il mensile cartaceo è stato chiamato Aldo Garzia mentre il compito della direzione di questo sito è toccato a me.

Non siamo un luogo “neutro”. Siamo un progetto. Pensiamo che la discussione e la riflessione deve ripartire, in questa fase, su due oggetti di inchiesta: che cosa sono l’Italia e gli italiani e cosa sia e cosa possa essere la sinistra nel nostro Paese. Pensiamo che sia necessario partire da qui e che le persone da coinvolgere in questa non facile analisi non siano per forza necessariamente catalogabili in una determinata area politica. Noi crediamo nel valore della differenza. Da qui partiamo.

Una decina di giorni fa abbiamo pubblicato il nostro piano editoriale. Lo trovate qui. Lo abbiamo fatto quasi clandestinamente, anzi, con “non curanza”. Una scelta voluta, pensata. Non ci riteniamo più importanti di chi ci legge. Siamo solo persone che cercano di mettere in campo la propria capacità di comunicare. Donne e uomini dietro una penna, non davanti.

Nelle prossime settimane avremo bisogno di voi che ci leggete. Perché a partire dal momento della pubblicazione del numero zero della rivista inizieremo una campagna di adesione/abbonamento diffusa. E ognuno di voi sarà fondamentale. Perché non abbiamo denaro se non quello che abbiamo tirato fuori dal nostro portafoglio. Perché non abbiamo finanziatori politici o imprenditoriali. Siamo proprietari di noi stessi e basta. E ci mettiamo nelle mani di chi ci vuole leggere e sostenere. Attraverso l’acquisto del giornale, gli abbonamenti, le donazioni. Siamo perfettamente consapevoli che il mercato pubblicitario ci snobberà. È abitudine non investire in un progetto non catalogabile. Anche questo dato di fatto lo vogliamo “sfatare”, ricercando pubblicità diffusa e differenziata, una pubblicità “popolare” che valorizzi e promuova realtà economiche altre da quelle del mercato tradizionale.

Credo di aver detto tutto. E ringraziandovi del sostegno che ci avete dato in questi mesi vi auguro un buon fine settimana.

Tratto da: gliitaliani.it

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