Home Politica Ultime notizie Il vero Sud è in prima linea contro i clan Il vero Sud è in prima linea contro i clan

Fino al 30 luglio convegni, spettacoli presentazioni di libri e degustazioni di prodotti agroalimentari realizzati nelle terre confiscate alle cosche

È un festival, ma niente red carpet né passerelle. Quella che i detrattori bollano come «antimafia delle chiacchiere», opposta a una controversa «antimafia dei fatti», combatte invece giorno per giorno, casa per casa, la sua battaglia. Con le parole, le denunce, la lotta per riconquistare fette di territorio annesso ai clan. E contro le intimidazioni, piovute addosso ad alcuni protagonisti della rassegna “Oltre i confini: dalle terre di camorra alle terre di don Peppe Diana”. Il titolo del IV Festival dell’Impegno Civile, interamente realizzato all’interno di beni confiscati, promosso dal Comitato don Peppe Diana e dall’associazione Libera, coordinamento di Caserta.

Dallo scorso 10 giugno fino al 30 luglio, incontri, dibattiti, concerti, presentazioni di libri, mostre, spettacoli teatrali, degustazioni di prodotti realizzati dalle cooperative nate nei terreni sottratti alle mafie. Alle volte, le parole sono pietre. E colpiscono duro. Così duro, che alla vigilia della rassegna arriva il sabotaggio: ignoti danneggiano i sistemi di irrigazione di un pescheto, realizzato nel Terreno Difesa Casale di Casal di Principe, dove opera il laboratorio di agricoltura sociale Di Bona. Un memento «che evidenzia le difficoltà nell’operare – sottolineano gli organizzatori – e l’impegno incessante nel combattere la malavita organizzata di tanti abitanti del luogo». Niente chiacchiere, ma carne e sangue. Perché «sono 150 le famiglie della zona che hanno subito un lutto per mano della camorra» ricorda Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, la giovane mamma trucidata per errore nel ’97, durante una sparatoria tra camorristi nel quartiere napoletano dell’Arenella. Oggi Alessandra è il simbolo del “Coordinamento familiari vittime della camorra in Campania”, e si batte per il riscatto civile della sua terra.

Ogni tappa della manifestazione è una Spoon River della piovra campana. Ogni luogo evoca un trauma collettivo da rielaborare, e sublimare nell’impegno anticlan. Casalnuovo, Baia Verde e la Castelvolturno della strage dei nigeriani, eseguita dal commando terrorista del boss casalese Setola, per «dare una lezione ai negri». Entroterra polveroso e avvelenato da rifiuti tossici. Ma anche Villa La Gloriette a Napoli, sulla collina chic di Posillipo. Dove il ras delle sigarette di contrabbando Michele Zaza, che si definiva «l’Agnelli napoletano», costruì il suo sogno da parvenu nel mondo dorato. E poi nel cuore di Gomorra, tra Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Sessa Aurunca. E nell’immancabile Castello Mediceo di Ottaviano, il fortino principesco di Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata. «Promuovere le “Terre di don Peppe Diana” significa sostenere il suo popolo nell’impegno faticoso del cambiamento possibile», spiegano gli organizzatori. Che non si considerano utopisti ma apostoli della parola, e della sua forza trasformatrice. Come don Diana, ucciso dai Casalesi nel ’94.

E raccogliendone il testimone, ora vogliono «unire le sinergie positive per lavorare al riscatto culturale, sociale ed economico di un territorio – dicono – che non vuole essere terra di camorra; favorendo e valorizzando le capacità, i talenti e le sensibilità in loco e collegandole stabilmente con le forze sane nazionali ed internazionali».

Per rompere il silenzio torbido che avvolge i territori di camorra, si alterneranno le voci di parenti delle vittime innocenti dei clan, attori, musicisti, artisti, cantanti, mediatori culturali, esponenti dell’economia etica e sociale, della politica, giornalisti, docenti, magistrati, scrittori, sacerdoti e produttori. Testimonianze e riflessioni, sul nodo del riutilizzo dei beni confiscati, tra intoppi amministrativi e polemiche: a Trentola Ducenta e Castelvolturno i sindaci vogliono indietro i terreni gestiti da associazioni del territorio, accusate di conduzione inefficiente. Attacco respinto al mittente, facendo filtrare dubbi di strumentalizzazione politica.

Queste le prossime tappe:

oggi ad Ottaviano al Castello Mediceo “Libri al Castello”;

1 -2 luglio Castel Volturno – Cooperativa “Le terre di Don Diana – LIBERA Terra”, via P. Pagliuca traversa Via del Cigno “L’Antimafia che si mangia”; 8 luglio Casal di Principe – Terreno Difesa Casale. Laboratorio di agricoltura sociale “A. Di Bona” “Aperitivo perBene”, incontro sul tema Agricoltura Biologica;

14 luglio Castel Volturno – Cooperativa “Le terre di Don Diana – LIBERA Terra”, “Per una filiera bio di legalità” in collaborazione con la Camera di Commercio di Caserta, le organizzazioni agricole e l’Agenzia Cooperare con Libera Terra;

15 – 16 luglio a San Cipriano d’Aversa – Coop Sociale Agropoli onlus in Via Ruffini, incontri sui temi “Resistenza civile” e “Per una nuova economia”; 19 luglio Castel Volturno – Cooperativa “Le terre di Don Diana – LIBERA Terra”, alle 20.30 “LIBERO CINEMA IN LIBERA TERRA”, proiezione del film “Into Paradiso” di Paola Randi;

22, 23, 24 luglio a Sessa Aurunca località Maiano – Coop sociale “Al di là dei sogni”, per l’ANNO EUROPEO DEL VOLONTARIATO “Meeting della solidarietà 2011 nelle Terre di Don Diana”;

29-30 Luglio a San Cipriano d’Aversa – Coop Sociale Agropoli onlus in Via Ruffini “cOrto Biologico Film Fest”.

Per il programma completo e per acquistare il libro “Il Festival a casa del boss”, che racconta le quattro edizioni della rassegna, si possono visitare i siti www.liberacaserta.org e www.produzionidalbasso.com/pdb_650.html. La battaglia sarà lunga, ma continuerà.

fonte: http://www.ladiscussione.com

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