Il digitale terrestre "oscura" Telejato

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di Loredana Ales, BlogSicilia.it

 

10 gennaio 2012 –  «Non togliete la voce a Telejato». È questo l’appello lanciato a BlogSicilia da Pino Maniaci direttore della piccola emittente televisiva con sede a Partinico. In questi anni l’emittente si è distinta per la sua palese lotta antimafia e per le sue battaglie contro Cosa Nostra. In questi anni Telejato è andata avanti con la sua fervente lotta antimafia, senza lasciarsi impaurire da nulla. Oggi Telejato rischia di chiudere. Qual è il motivo? Dal prossimo 30 giugno, infatti, anche la Sicilia, dovrà dire addio al vecchio sistema analogico, per passare in definitiva al digitale terrestre. Telejato pertanto corre un grande rischio, quello di chiudere i battenti per l’impossibilità di acquistare le nuove frequenze. Con lei a correre tale rischio anche altre 250 tv comunitarie italiane.

«Il passaggio in Sicilia al digitale avverrà a giugno 2012, fino a quel momento c’è ancora possibilità di cambiare la situazione. Attenzione però: io sono sotto tutela dei carabinieri da qualche anno e finché rimane l’esposizione mediatica io sono più protetto, ma se spegni il microfono i rischi aumentano per me e per la mia famiglia. È una reazione a catena. Il pericolo c’è, entro giugno bisogna trovare una soluzione». «Il problema è anche di spazi. Con la finaziaria del 2011 arriva il “Beauty contest” meccanismo che assegnerebbe gratuitamente 6 frequenze televisive a Rai e Mediaset e 30 canali. Le piccole tv locali, non quelle commerciali ma quelle cominitarie, rischiano di chiudere perché non fanno business. Per questo motivo, lo scorso novembre si è formato il comitato “Siamo tutti Telejato composto da circa 60 associazioni che ha presentato un documento per salvare tutte le 250 emittenti comunitarie, con l’obiettivo di denunciare l’abolizione delle tv comunitarie. Tra queste anche Libera che ha dichiarato di volere organizzare una manifetazione davanti il Parlamento».

La mobilitazione passa anche da Facebook dove si sta organizzando una raccolta di firme contro l’abilizione di Telejato: «Siamo già a quota 2mila, oltre i tanti amici su Facebook anche i sindaci dei 25 comuni nei quali viene trasmessa la rete si stanno mobilitando, inviando delle lettere di protesta a Monti e a Napolitano».

Telejato è una realtà unica e preziosa nella lotta alla mafia, il rischio di poterla perdere e di mettere a repentaglio la vita di Pino e della sua famiglia deve essere sventato al più presto. Non si tratta solamente di libertà d’informazione, la questione in campo in questo caso è ancora più grossa e per questo bisogna impedire che si spengano i microfoni: «L’esposizione salva la vita, spegnere Telejato sognifica mettere a repentaglio tutta la famiglia. La legge è iniqua e inconstituzionale, siamo pronti alla disobbedienza perché siamo una voce contro la mafia, in un territorio dove la mafia la fa da padrona».

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