Incontro antimafia a Buccheri: occorre aggredire i patrimoni

Fabio Granata, vice-presidente della Commissione Nazionale Antimafia, e Calogero Speziale, presidente di quella regionale, hanno ribadito, nel corso di un incontro organizzato dalla giunta comunale di Buccheri, centro della provincia di Siracusa, il loro pieno sostegno all’azione condotta dagli amministratori che si oppongono alla criminalità organizzata. Oltre a quelle dei due rappresentanti dell’antimafia istituzionale, non sono mancate le presenze di alcuni sindaci presi di mira da gruppi criminali. Testimonianze sono giunte da Rosario Crocetta, ex primo cittadino di Gela ed oggi eurodeputato, Giovanni Di Martino, sindaco di Niscemi, e Antonino Lo Presti, alla guida del comune di Militello Val di Catania e recentemente aggredito nel corso di una processione religiosa. “E’ importante far sentire la pressione dello Stato sul potere economico mafioso-ha aggiunto Granata-il maggior impegno da portare avanti è quello del contrasto ad ogni forma di corruzione, più di 30 miliardi generati da questo fenomeno finiscono in mano alle organizzazioni mafiose”. La volontà di debellare la “mafia spa” è stata ribadita da Calogero Speziale, “il 45% dei beni italiani confiscati alla mafia proviene dalla Sicilia-ha precisato lo stesso presidente della Commissione Regionale Antimafia- per questa ragione i parlamentari nazionali della nostra regione dovrebbero impegnarsi per fare in modo che almeno l’80% di quelle risorse venga trasferito alle amministrazioni locali isolane”. La denuncia pubblica, veicolata attraverso media attenti, secondo molti ospiti del dibattito, costituisce l’unico strumento per evitare il totale isolamento di amministratori locali, altrimenti non in grado di portare alla ribalta nazionale emergenze difficilmente percepibili da altri contesti, ambientali e sociali. Tra le priorità da affrontare, inoltre, quella delle lotta all’emarginazione sociale e alla disoccupazione, in molti casi alla base di scelte estranee al rispetto della legge: giovani e giovanissimi, si è ribadito, non possono essere abbandonati, si rischierebbe, in questo caso, di formare ulteriore manovalanza per le organizzazioni criminali.

fonte: sicilia informazioni

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