Kabul dieci anni dopo

Kabul sarebbe una città bellissima. Ma oggi è ancora tutta da sognare.

E da disegnare. Come l’intero Paese. Siamo alla vigilia del decimo

anniversario dall’inizio dei bombardamenti e dalla presenza straniera

sulla propria terra e nessuna delle persone che abbiamo incontrato ha

espresso una sola parola di soddisfazione. Delusi, amareggiati,

arrabbiati… gli afghani. Gente comune e rappresentanti di

organizzazioni civili. Ma anche diplomatici e responsabili di

istituzioni. Si sarebbe potuto fare tanto. Costruire. In tutti i

sensi. E invece si è perso tempo prezioso. È stato dato appoggio e

spazio ai “signori della guerra”, alla corruzione dilagante che erode

risorse e speranze. All’oppio che ora scorre anche nelle vene dei

giovani afgani e corre con i narcoafgani ben oltre i confini

nazionali. Alle rancorose e ataviche divisioni tribali. In nome della

sicurezza da garantire a se stessi, chi doveva incontrare, ascoltare e

aiutare la gente, è rintanata in bunker che non riesco nemmeno a

descrivere. Ma Dio, che da queste parti invocano con un nome diverso

dal mio, non è sterile. Ha messo nel cuore di qualche donna e uomo di

questa terra la sana inquietudine che non si piega alla rassegnazione.

Sono donne e uomini che non hanno mai smesso di contribuire a piccoli

passi alla promozione delle donne, a denunciare la corruzione, a

promuovere i diritti umani, a informare senza padroni. Una luce

diversa da quella delle esplosioni e dei bombardamenti. L’altra faccia

di una terra che sarebbe bella.

 

Tonio Dell’Olio. “Mosaico dei giorni è una rubrica di Mosaico di pace – rivista mensile promossa da

Pax Christi e fondata da don Tonino Bello. http://www.peacelink.it/mosaico/index.html

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