La battaglia di Salvatore D'Amico

 

 

Vi ricordate di Tiberio Bentivoglio, coraggioso imprenditore calabrese e amico di Libera, ferito più di anno fa in un agguato, per il suo impegno antiracket? Molti si mobilitarono per lui, in Calabria e non solo, per sostenerlo nel momento difficile. 

Sappiamo molto bene che la terra calabrese è difficile, la presenza della ‘Ndrangheta è asfissiante, le scelte di imprenditori coraggiosi rare e spesso circondate dal silenzio dei media.

Salvatore D’Amico è uno di questi uomini coraggiosi, oltre che amico di Libera: informatico, la sua attività, aperta meno di dieci anni fa, ha subito danneggiamenti e lui personalmente intimidazioni. Fino al 2007 quando il suo negozio è stato dato alle fiamme. In questi anni la tensione, le minacce, la paura sono state pesanti, possiamo solo immaginarlo. Leggi qui un sunto della sua storia.

Il problema, adesso, è che lo Stato blocca l’erogazione, attraverso la banca, dei soldi necessari, per pagare le spese di riapertura dell’attività, che Salvatore ha già sostenuto indebitandosi e anticipandoli. Contraddizioni micidiali, quando a detta di tutti, Salvatore è persona affidabile. Lentezze e assurdità, alle quali purtroppo abbiamo già assistito.

 

Salvatore non si perde d’animo e lancia una campagna (di cui vedete l’immagine in questo articolo), attraverso il suo profilo facebook, di fidelizzazione dei clienti e delle associazioni che vorranno aderirvi. Trovate i dettagli qui

E’ importante star vicino a Salvatore nella sua scelta coraggiosa e nelle sue difficoltà, perché (lo abbiamo già detto) è un esempio per altri imprenditori. E’ importante diffondere e aderire alla sua campagna.

Abbiamo già incontrato, come Comitato Salvagente e non solo, storie come la sua.

Non lasciamolo passare nel dimenticatoio. 

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