La Mole illuminata per girdare basta femminicidi in Messico!

In spagnolo: Ni una más. Non una di più delle centinaia, forse migliaia (le stime oscillano ampiamente) di donne uccise a Ciudad Juarez, nel Nord del Messico, dal 1993 ad oggi. Una performance della regista Laura Fusco, realizzata ieri pomeriggio davanti alla Mole Antonelliana, le ha ricordate. Mole poi avvolta da una luce rosa, alle sei di sera, come le croci simboliche sopra le tombe delle vittime.

Poco prima delle 18, alcune decine di donne sono entrate camminando in Via Montebello, fra due file di spettatori e testimoni – “Fate delle foto e mandatemele” è stato l’appello dell’artista all’inizio della performance. Le donne si sono stese per terra, su stuoie e tappeti, immobili. Alcune in posizione fetale, altre sdraiate, come addormentate. Poi si sono alzate, schierate con il volto verso i passanti, hanno ritirato le loro cose e sono andate via. Il tutto è durato non più di tre minuti, scanditi dai nomi di alcune vittime, recitati da un’attrice affacciata al balcone della Mole.

Ciudad Juarez è considerata la città più pericolosa del mondo. Quando muoiono 5 persone nelle 24 ore, è stata una buona giornata. In particolare, le donne: tutte giovani, alcune bambine, appartenenti al ceto operaio. Tutte uccise con lo stesso violento processo: tortura, stupro, omicidio, abbandono del corpo all’aria aperta. Nessuno sa chi sia stato, quantomeno ufficialmente. Uno strato di omertà copre la verità da anni, ad oggi nessuno dei colpevoli è stato punito.

Marisela Ortiz Rivera, fondatrice dell’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa, in difesa delle donne di Ciudad Juarez, è cittadina onoraria di Torino. Sarà ospite della serata organizzata da Libera e Salvagente per l’8 marzo, insieme alla referente di Libera Piemonte Maria José Fava e ad altre donne.

info: http://www.comune.torino.it/nonunadipiu/

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