la normalità della paura

Che la guerra è una brutta cosa lo leggi negli occhi della gente che
abita a Kabul. È brutta la guerra. È brutto il terrore. È mostruosa
ogni violenza. È brutta la paura. Si affollano le strade e i mercati
per vincere con la normalità ciò che normale non deve diventare.
Perché dopo dieci anni di convivenza con la paura… poi finisci che
ci fai l’abitudine o che diventi “normale” e allora meglio
addomesticarla. Dire che può capitare. Come un evento naturale. E
naturalmente tornare alla vita quotidiana. Con il traffico, i
venditori, gli aquiloni, i sacchi di sabbia e le barriere di cemento
ai ministeri e alle ambasciate. La delegazione della Tavola della pace
che in questi giorni ha visitato Kabul si è immersa in questa
“normalità” per comprenderla e per intravedere, con gli occhi dei suoi
abitanti, se non ci sia (dopo dieci anni) un parto nuovo che è
possibile provocare. Una “exit strategy” dalla paura per tutte e tutti
e non solo per la presenza militare straniera. Perché sarebbe un
fallimento per tutta la comunità internazionale andarsene via
lasciandosi alle spalle la normalità della paura. Certo che ci vuole
coraggio a dialogare con tutti! Ma è l’unica strada. E generare un
nuovo tipo di sicurezza.

 

Tonio Dell’Olio. “Mosaico dei giorni è una rubrica di Mosaico di pace – rivista mensile promossa da

Pax Christi e fondata da don Tonino Bello. http://www.peacelink.it/mosaico/index.html

Potrebbero interessarti anche...