Lezioni di antimafia a Pisa con Caselli, Colombo e Davigo

Il dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’università di Pisa, in collaborazione con le associazioni Libera e Avviso pubblico, lancia il primo master dedicato all’analisi, alla prevenzione e al contrasto della criminalità organizzata e della corruzione. Lezioni tenute anche da poliziotti, esperti di finanza e magistrati tra cui Giancarlo Caselli, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo. Iscrizioni entro il 10 dicembre

di MANFREDI LIPAROTI

Materie di studio che vanno dalla storia comparata delle mafie alla geografia della corruzione, dall’analisi economica, sociologica e politologica dei fenomeni criminali alla legislazione penale, dall’usura e dai reati finanziari fino alla gestione dei beni confiscati, insegnate da accademici e anche da professionisti e da esperti come Giancarlo Caselli della Procura di Torino, Piercamillo Davigo della Corte di Cassazione e Gherardo Colombo, ex magistrato del pool di Mani pulite, oggi presidente della Garzanti Libri. A Pisa l’antimafia entra all’università con la prima edizione del master di primo e secondo livello in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità e della corruzione, organizzato dal dipartimento di Scienze politiche e sociali insieme alle associazioni Libera e Avviso pubblico.

Analizzare e contrastare. “In Italia le mafie e la corruzione rappresentano problemi di gravità assoluta, dai costi economici e sociali insostenibili – dice il direttore del master Alberto Vannucci -: 170 miliardi di euro è il fatturato annuo delle organizzazioni criminali, 60 miliardi di euro l’aggravio che la corruzione produce sui bilanci pubblici. Inoltre le mafie e la corruzione sono fonte di sfiducia verso le istituzioni e di degrado della vita politica e civile. Nonostante questo, nel panorama universitario non erano finora presenti corsi specifici, né programmi di formazione in grado di fornire strumenti di analisi e di contrasto agli amministratori e agli operatori che quotidianamente si confrontano con le questioni della legalità dell’azione amministrativa e con i rischi di infiltrazioni criminali”.

Apprendere la cultura della legalità. Quello di Pisa è infatti in Italia il primo corso avanzato di formazione universitaria interamente dedicato al crimine organizzato, alla corruzione nella politica e nelle amministrazioni pubbliche, e, soprattutto, alle strategie per combatterli, secondo un’impostazione che coniuga “il rigore dell’approfondimento scientifico con la passione e l’impegno civile”. Del resto, spiega Alberto Vannucci, “il percorso formativo proposto nel master ha tra i suoi obiettivi proprio quello di favorire il dialogo e il confronto tra tutte quelle persone che a vario titolo, per ragioni di studio, ricerca, professionali, di passione civile e politica, lavorano per la promozione di una vera ‘cultura della legalità’. Vorremmo appunto che da formula retorica buona per tutte le occasioni, l’idea di legalità si traduca in un criterio qualificante l’efficacia delle politiche pubbliche”.

Lezioni nel fine settimana. Otto i diversi moduli in cui è articolato il percorso annuale del master, che prenderà il via il prossimo gennaio, con iscrizioni da presentare entro il 10 dicembre e prova di ingresso in programma per il 17 dicembre. Le lezioni, che si svolgeranno il venerdì e il sabato in modo da venire incontro alle esigenze di chi già lavora, affronteranno inizialmente gli aspetti teorici e normativi relativi alle mafie e alla corruzione dei colletti bianchi, per passare quindi alla presentazione delle più significative “buone pratiche”, alle politiche di educazione alla legalità e allo studio di nuovi strumenti anti-racket. A partire da luglio è previsto inoltre un tirocinio formativo, che durerà circa sette settimane per il master di primo livello e dieci per quello di secondo livello. Quest’ultimo si concluderà poi con un ulteriore modulo professionalizzante di approfondimento sul fund-raising e sulle iniziative di lotta al crimine e alla “mala amministrazione”.

Caselli, Colombo e Davigo. “Per offrire un percorso formativo di alto profilo – continua Vannucci – abbiamo coinvolto nel progetto studiosi italiani e stranieri, magistrati, giornalisti, amministratori, esperti, tutte persone in prima linea nell’azione di intervento e contrasto”. I venticinque attuali componenti del comitato scientifico, tra cui anche Caselli, Colombo, Davigo e Salvo Palazzolo della redazione palermitana di Repubblica, hanno infatti partecipato alla stesura del progetto e dato la loro disponibilità a coprire incarichi di docenza. “La nostra speranza è quella di riuscire a ‘mettere in rete’ questo straordinario insieme di esperienze e competenze, ampliando il patrimonio di strumenti conoscitivi disponibili per formulare efficaci politiche di prevenzione della corruzione e del crimine organizzato”.

I requisiti. Per l’accesso al master è necessario essere in possesso di una laurea, triennale specialistica o di vecchio ordinamento. E’ possibile inoltre la partecipazione come uditore per chi non è in possesso dei requisiti o per chi volesse seguire solo alcuni moduli o seminari. Ma a chi è rivolto il master? “Stiamo raccogliendo adesso le iscrizioni – risponde Vannucci – e presto avremo le idee più chiare sul possibile ‘identikit’ dei futuri studenti. Di certo ci saranno neolaureati ma anche dipendenti pubblici e operatori della sicurezza e del mondo dell’associazionismo che vogliano specializzarsi nel campo della prevenzione e del contrasto alla corruzione e al crimine organizzato”.

Gli sbocchi nel lavoro.E quali prospettive occupazionali può offrire? “Il nostro obiettivo è quello di formare figure professionali capaci di operare, nella pubblica amministrazione e nelle organizzazioni del terzo settore, sui temi della legalità e della prevenzione delle infiltrazione mafiosa”, spiega il professor Vannucci. Persone che, a titolo di esempio, siano in grado di leggere i segnali di rischio in una procedura di appalto o nei processi di pianificazione urbanistica, conoscano la normativa e possano elaborare regolamenti e codici di condotta nei settori più a rischio. “Crediamo – conclude – che una formazione avanzata di operatori specializzati possa rappresentare una componente fondamentale di una strategia veramente efficace di contrasto ai fenomeni criminali, un vero e proprio ‘investimento nella legalità’ destinato a dare frutti duraturi”.

Fonte: http://miojob.repubblica.it

Potrebbero interessarti anche...