Libera Terra Puglia esempio da seguire

21 Agosto 2011

Nel panorama della produzione vitivinicola della provincia di Brindisi, una menzione particolare va senz’altro dedicata a “Libera Terra Puglia”, l’azienda vinicola della cooperativa sociale “Terre di Puglia – Libera Terra” che si occupa già da anni (per la precisione, sette) – oltre che di creare opportunità occupazionali ispirandosi ai principi della solidarietà e della legalità – di restituire valore ai terreni confiscati alla mafia nei comuni di Mesagne, Torchiarolo e San Pietro Vernotico, producendo fra le altre cose una serie di vini assai apprezzati. Ciò grazie alla disponibilità di estesi terreni (recuperati dopo anni di completo abbandono) che vengono utilizzati in parte per usi agricoli in generale (20 ettari) e, in parte (la più grande) per la produzione del vino (ben 35 ettari). Seguiti da professionisti del settore, i giovani della cooperativa hanno recuperato una parte dei vigneti esistenti, ne hanno estirpato altri ed hanno reimpiantato vitigni idonei a produrre vino di qualità.

E’ soprattutto il Negramaro a caratterizzarne la produzione, con tre diverse denominazioni: Negramaro Renata Fonte 2009 Salento Igt (con cui, peraltro, la cooperativa ha partecipato per la prima volta a Vinitaly, la famosa fiera del vino che si svolge a Verona), Negramaro de Sant’Antoni Salento Igt e Negramaro Alberelli de la Santa Rosato Salento Igt.

Ad essi, si affiancano po il Rosso e Rosato Hiso Telaray, dal nome del giovane migrante albanese che, nel ‘91, fu ucciso dopo essersi ribellato ai “caporali”). La storia della cooperativa è recente, essendo nata sette anni fa dopo l’aggiudicazione di un bando pubblico indetto dalla Prefettura di Brindisi. Nelle more dell’esplicazione della procedura, i terreni (confiscati al “cassiere” della Sacra Corona Unita Screti nel 1999) erano stati dati nel 2004 in gestione temporanea all’associazione “Libera” di don Ciotti che aveva cominciato la coltivazione in attesa che si formasse una cooperativa di giovani che fosse in grado di proseguire l’opera.

Con l’avvento di “Libera Terra Puglia”, la lavorazione dei terreni ha preso ulteriore impulso e, in tale contesto, se oggi si raccolgono i frutti sotto forma di produzione di vini di eccellente qualità, il merito è dei giovani che compongono la cooperativa e della loro pazienza che, dopo anni di sacrifici (all’inizio, hanno lavorato sodo, investendo e raccogliendo poco), è stata giustamente premiata. Il primo, vero riconoscimento agli sforzi compiuti è stato conquistato nel 2010: lo scorso anno, infatti, la cooperativa “Libera Terra Puglia” ha partecipato al “Radici Wine Festival” e il vino presentato alla rassegna è stato premiato quale miglior vino rosato da uve negramaro in purezza. Non meno rilevante è stata poi la partecipazione, lo scorso mese di aprile a Verona, al Vinitaly, una delle più importanti rassegne a livello nazionale. In quell’occasione, la cooperativa “Libera Terra Puglia” ha presentato uno dei suoi “gioielli”, il Negramaro Renata Fonte 2009 Salento Igt, suscitando l’apprezzamento e il consenso dei produttori presenti, fra i più importanti del panorama italiano e non.

fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it

 

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