Manifestazioni a Gaza

GAZA (Reuters) – Centinaia di palestinesi hanno sfilato oggi in una processione funebre simbolica in onore di Vittorio Arrigoni, il cooperante italiano ucciso da un gruppo della Jihad salafita nella striscia di Gaza.

“Vittorio, Vittorio”, ha gridato la folla mentre la salma di Arrigoni, in una bara avvolta da una bandiera palestinese, veniva portata da alcuni poliziotti dall’obitorio ad un’ambulanza per essere trasferita in Egitto e poi in Italia.

Il 36enne Arrigoni è stato trovato strangolato in una casa abbandonata venerdì. Un gruppo jihadista salafita legato ad al Qaeda lo aveva rapito giovedì e aveva minacciato di ucciderlo se il loro leader, arrestato da Hamas lo scorso mese, non fosse stato liberato.

Arrigoni, attivista pacifista e blogger, viveva a Gaza dell’agosto del 2008. Era arrivato a bordo di una nave con materiale umanitario consentito da Israele.

Il ministero dell’Interno di Hamas ha postato sul proprio sito web le foto di tre sospettati dell’omicidio. Gli altri due sospettati sono invece già in carcere.

L’uccisione di Arrigoni rappresenta una sfida senza precedenti verso il governo di Hamas, la cui ostilità nei confronti di Israele ha accentuato la povertà e l’isolamento di Gaza, dove vivono 1,5 milioni di palestinesi.

“Abbiamo molte informazioni e credo che non siamo lontani dal catturare gli assassini, nel minor tempo possibile. Abbiamo tutte le informazioni”, ha detto Ghazi Hamad, funzionario del governo di Hamas.

Hamas si oppone duramente ai salafiti che predicano una forma estrema di Islam e sembra stiano trovando reclute, anche da Hamas, tra coloro che sono scontenti della sua politica nei confronti di Israele.

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