Messico, postare costa la vita

da puntoinformatico

 

Quarto assassinio in due mesi ad opera del gruppo di narcotrafficanti Los Zetas. Anche questa volta la vittima è un attivista che lavorava in Rete per denunciare le loro attività criminali

 

Roma – Dopo i blogger uccisi all’inizio di settembre e dopo il presunto rapimento di un membro di Anonymous che ha comportato le minacce del gruppo di hacktivisti, Los Zetas tornano a colpire.

Giovedì Anonymous IberoAmerica aveva dichiarato di voler abbandonare l’operazione antinarcos OpCartel poiché il fantomatico membro rapito sarebbe stato rilasciato, accompagnato da un messaggio: “10 persone saranno assassinate per ogni nome di collaboratore di Los Zetas rivelato”. La “guerra” tra i nacrotrafficanti e gli attivisti del web sembrava essersi placata e invece mercoledì 9 novembre il gruppo criminale ha compiuto un altro assassinio.

Pare si tratti di un collaboratore – e co-moderatore – di Nuevo Laredo en Vivo, lo stesso network dove lavorava Marisol Macias Castaneda, anche lei brutalmente assassinata poco più di un mese fa. Il corpo di “Rascatripas” – questo il suo nickname sul sito – è stato trovato senza vitae decapitato dietro una statua di Cristoforo Colombo a un miglio dal confine col Texas. Accanto al corpo un messaggio: “Ciao, sono Rascatripas e questo mi è accaduto perché non avevo capito che non avrei dovuto pubblicare cose sui social network”.

 

Nuevo Laredo en vivo, in un tweet di risposta all’Associated Press che chiedeva un commento, ha dichiarato che non c’è modo di confermare che “Rascatripas” sia effettivamente la persona assassinata, perché gli utenti del sito sono tutti completamente anonimi. E, nonostante il tentativo di intimidazione, i membri di Nuevo Laredo hanno votato per continuare a fornire informazioni sui criminali alle autorità.
Elsa Pili

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