Narco-miti o pubblicità progresso?

Le stanno provando tutte in Messico per combattere i cartelli della droga e inculcare nella popolazione una nuova mentalità, libera dal giogo della violenza e dell’omertà.

La nuova frontiera, sperimentata direttamente dal Presidente, Felipe Calderon, nel suo blog, passa da un video-fumetto, in grado di far meglio comprendere, soprattutto ai giovani e ai giovanissimi il grave fenomeno della criminalità organizzata.

Un tocco di pop-art all’interno della campagna contro il più grave problema nazionale di questi ultimi anni: la guerra contro lo Stato intrapresa dai narcos.

In effetti, la mentalità criminale, soprattutto in certe aree del Paese sta invadendo anche la cultura e le tradizioni locali, imponendo regole e impedendo la costruzione di una società che abbia alla base dei suoi valori la cultura della legalità e il rispetto reciproco. “Non possiamo restare indifferenti davanti a ciò che si ascolta nelle narco-corridoscanzoni che celebrano le gesta dei leader dei cartelli, dei loro killer e che in più giustificano l’ostentazione del lusso derivazione dei loschi affari legati al traffico internazionale di droga.

Comunque, il messaggio che il governo messicano vuole lanciare con questo video fumetto è quello che solo “attraverso le istituzioni del Paese si potrà creare una società che viva in sicurezza e che questa sia duratura”. L’esperimento continuerà ancora per molto tempo nella speranza che l’opinione pubblica capisca che nessuno, a iniziare dallo Stato, dovrà scendere a patti o addirittura trattare con i criminali. Non solo. Ci sarà lavoro anche per i servizi di sicurezza che spesso sono accusati di favoritismo verso questo o quel cartello.

Il lavoro intrapreso, secondo Alejandro Poire, portavoce del settore sicurezza del governo federale “fa parte di una strategia globale che prevede in parte anche l’uso della forza pubblica. Inoltre, stiamo lavorando anche con altri stati per cercare di fare formazione e tentare di prevenire azioni criminali. A tutto questo si deve aggiungere il lavoro di partnership fra i diversi stati del Messico”.

Il problema è molto serio e non riguarda solo il drammatico e impressionante numero di vittime di questa guerra non del tutto convenzionale. Oggi, il vero nodo da sciogliere è quello della cultura narco che passa attraverso la musica intercettando gli interessi dei giovani, ma anche attraverso il cibo e le bevande, come la narco-cerveza. E poi arriva nei cimiteri dove la tumulazione dei leader dei cartelli morti diventa uno spettacolo e dove le tombe sono talmente elaborate che mostrano senza ombra di dubbio la tendenza all’esibizione dell’eccesso.

fonte: http://it.peacereporter.net

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