Omicidi senza colpevoli

E’ passato un anno dall’assassinio a Jenin (Cisgiordania) di Juliano Mer-Khamis, l’attore e regista ebreo-palestinese noto come fondatore del Freedom Theater e per il film “Arna’s Children” visto e apprezzato in tutto il mondo. In 12 mesi poco o nulla si è saputo delle indagini. Sulla sua uccisione si sono fatte molte ipotesi, a cominciare da una «vendetta» per motivi personali. Tanti in Cisgiordania hanno ipotizzato un omicidio commissionato dai servizi segreti israeliani per «eliminare un attivista dei diritti dei palestinesi». Indizi indicano anche una «pista islamista», ossia ad un assassinio compiuto da fanatici che contestavano le «idee» che il Freedom Theater diffondeva tra i giovani. Israele, ad un certo punto, ha arrestato alcuni collaboratori del regista al Freedom Theater, generando forte clamore e sdegno, per poi rilasciarli nelle settimane successive.

L’assassinio di Juliano Mer-Khamis resta avvolto nel mistero e ricorda molto da vicino quello dell’attivista italiano Vittorio Arrigoni, rapito e ucciso pochi giorni dopo (15 aprile) nella Striscia di Gaza. L’unica certezza è la scomparsa di uomo che aveva fatto della cultura la sua «arma» di resistenza alle ingiustizie e all’occupazione israeliana, e che fondando a Jenin il Freedom Theater aveva messo a disposizione della città e di tutti i palestinesi una importante opportunità culturale e sociale. Juliano Mer-Khamis era nato a Nazareth nel 1958. Sua madre, Arna Mer era una comunista ebrea israeliana, attivista in favore dei diritti dei palestinesi, vincitrice del Right Livelihood Award nel 1993. Suo padre Saliba Khamis, era un palestinese-israeliano dirigente del Partito comunista israeliano negli anni Sessanta. La recitazione e la regia teatrale divennero molto presto la parte essenziale della vita di Juliano, unite alla passione politica. In un’intervista del 2009 alla radio dell’esercito israeliano, disse delle sue origini: «Sono al cento per cento palestinese e al cento per cento ebreo».

Juliano Mer-Khamis doveva la sua notorietà nel mondo al doc «Arna’s Children» nel quale racconta l’impegno della madre per fare «teatro» tra i bambini del campo profughi di Jenin. A otto anni dalla morte della madre e cinque anni dopo la fine di quel progetto teatrale, distrutto dall’occupazione israeliana, Juliano tornò nel campo di Jenin e scoprì come erano finiti i “ragazzi di Arna”. Decise perciò di documentare l’ esistenza di quei bambini divenuti troppo presto adulti a causa della guerra. Non pochi di loro, peraltro, sarebbero morti nella rioccupazione israeliana della città di Jenin dieci anni fa durante la seconda Intifada. Oggi in Cisgiordania sono previste molte iniziative in ricordo di Juliano, in particolare a Jenin. A Ramallah centinaia di persone, tra i quali diversi internazionali, commemoreranno il regista e attore ebreo-palestinese, davanti alla Muqata, la sede della polizia e della presidenza palestinese, per chiedere verità e giustizia per Juliano, perchè le indagini vanno a rilento e l’assassino o gli assassini non sono stati ancora scoperti. Vi saranno eventi in ricordo di Juliano stasera a Giaffa e Haifa.

Fonte: http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=9498&typeb=0&Juliano-Mer-Khamis-altro-omicidio-senza-colpevoli-

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