Per Marisela Ortiz: dal tavolo alla tavola

Mercoledi 15 giugno si è concretizzato, con una tavola imbandita da un coloratissimo buffet, un lavoro di rete territoriale che ha visto coinvolto il Comitato Salvagente insieme ad altre realtà presenti in città: una cena a sostegno di Marisela Ortiz, attivista messicana da qualche mese esiliata negli Stati Uniti per la tutela della propria incolumità. La cena si è svolta nei locali messi gratuitamente a disposizione dalla Casa di Produzione Giorgio Risi. I rappresentanti di SUR e di Amnesty International hanno raccontato la storia di Marisela. Una video intervista scorreva continuamente su una grande parete della sala e la serata è stata allietata dalla splendida voce di Sonja Belforte. Il cibo, vario e squisito, la vendita dei cd di Sonja e la partecipazione di un buon numero di persone hanno portato ad un ottimo risultato.

L’evento è stato frutto del lavoro integrato di singoli, gruppi ed associazioni che da qualche tempo si riuniscono periodicamente intorno ad un tavolo, al quale Salvagente collabora strettamente, per condividere aggiornamenti sulla situazione di Marisela, formulare ed organizzare proposte di intervento intorno al bisogno di solidarietà di Ciudad Juarez.

Diversissima la natura di ognuna delle realtà coinvolte insieme al Comitato nel progetto di sostegno a Marisela: SUR promuove attività artistico-culturali e di welfare a favore del’America Latina, Amnesty International è una ONG che difende i diritti umani e si riconosce nei principi della solidarietà internazionale, l’associazione Donne di sabbia divulga lo spettacolo-testimonianza sul femminicidio di Ciudad Juarez, la Casa delle donne, nata a Torino nel 1979 come luogo storico del femminismo e del movimento a sostegno delle donne, oggi è un’associazione di promozione sociale, Donne in nero è un movimento che si caratterizza attraverso una forte opposizione alla guerra e al militarismo, Antropocosmos, associazione culturale di antropologi e antropologhe, attraverso lo sguardo antropologico sul presente, intende creare strumenti operativi in rete per chi si occupa di complessità culturale, infine Urzene utilizza il teatro e la scrittura come strumenti di consapevolezza e cambiamento per l’educazione ambientale, la riqualifica del territorio e della memoria.

Il coraggio di Marisela di essere testimone della violenza che uccide le donne in Messico, le è valso le ripetute minacce che l’hanno costretta ad allontanarsi dal Paese e dal marito, al quale è rimasta interamente affidata la gestione, difficile e rischiosa, della casa di accoglienza aperta da Marisela per i figli delle donne uccise. Avendo dovuto lasciare il proprio lavoro di insegnante, è subentrata l’insufficienza di risorse monetarie per pagare il luogo sicuro in cui si è dovuta rifugiare e le spese legali per la richiesta di asilo politico che, se da un lato è la forma più appropriata di protezione per le minacce ricevute, dall’altro comporterà il suo allontanamento definitivo dal Messico.

Una buona cena, quindi, l’evento dell’altra sera, ed anche una buona azione.

Una risposta significativa all’aspettativa di risorsa quale voleva essere: la somma realizzata apporterà un contributo soddisfacente all’attuale necessità di Marisela di fronteggiare la difficoltà economica in cui si è venuta a trovare. Ma anche la dimostrazione che in tanti ed uniti verso un unico centro, si può raggiungere un risultato molto grande.

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