Piera Aiello risponde all'on. Mantovano sottosegretario agli interni

mantovano13/05/2009

Illustrissimo onorevole, mi presento, anche se non penso di avere
bisogno di presentazioni perché lei mi conosce perfettamente, sono Piera
Aiello testimone di giustizia dal 30 luglio 1991, non aggiungo altro in
quanto le mie generalità sono note a lei ed al Servizio Centrale di
Protezione.

Non voglio dilungarmi in premesse e voglio solo parlare di oggettività
inconfutabili e quindi la mia lettera è rivolta a lei come presidente di
commissione centrale e come uomo.

Ho letto la risposta alla mia relazione circa le nuove disposizioni
sulla mia sicurezza. Si rimane senza parole a leggere in quelle frasi
l’esaltazione della burocrazia alla vita umana. Se ho capito bene,
essendo stata capitalizzata, a suo dire, non sono più una testimone e
quindi ha incaricato il Servizio Centrale di Protezione di incaricare, a
sua volta, gli organi del posto di decidere sulle misure di sicurezza
ordinarie che più ritiene opportune.

Mi permetta di farle alcune considerazione di carattere logico: se io
non dipendo più, neanche per la sicurezza, dal Servizio Centrale di
Protezione, perché ogni volta che mi sposto per iniziative pubbliche
devo dare comunicazioni al NOP e attendere una risposta? Se io sono una
ex Testimone perché non rispettate le leggi e chiudete le posizioni
ancora irrisolte? Perché se io non dipendo più da voi il mio documento
Piera Aiello che mi permette di ESISTERE come persona che lotta contro
la mafia e quindi, come lei mi ha detto un giorno, simbolo da portare
nelle scuole, deve essere ostaggio del vostro ufficio? Mi sembra al
quanto paradossale che oggi, a causa di due stolti uomini di Stato, la
mafia sappia chi sono, le mie nuove generalità, quanti figli ho, con chi
sono sposata, che lavoro faccio e voi tenete in ostaggio Piera Aiello?
La mia copertura è saltata e vi sfido a dimostrarmi il contrario.

Voglio dirle apertamente e senza eufemismi il mio punto di vista perché
dall’altro lato della barricata ci sono io e la mia famiglia; la vedo in
questo modo:la Commissione non se ne occupa ed incarica il Servizio
Centrale il quale essendo un organo esecutivo incarica gli organi del
posto (la Prefettura a cui in maniera autonoma ho comunicato la mia
posizione). Gli organi locali, a loro volta, devono notiziare, per
prassi, alla Commissione che, per legge, è l’unico organo che decide; mi
sembra tanto un cane che si morde la coda.

Non nutro dubbi (voglio “sperare”) circa la serietà degli organi locali
sul fatto che cercheranno di fare il possibile e comunque desidero
esprimere le mie perplessità : come fa una persona o gli organi
competenti a decidere della mi vita di un Testimone sulla base del
nulla? Non sanno chi sono; non conoscono cosa ho fatto e che reali
pericoli posso correre. Le chiedo come faccio ad essere fiduciosa di
persone che di colpo si sono trovati a gestire una “meteora” e quindi
come posso essere serena?

La serenità non è certo bisogno che lei comprende perché se avesse
compreso lo stato di angoscia in cui mi trovo da un mese allora non
avrebbe risposto con un ritardo mortificante.

[OMISSIS]

Onorevole le devo dire solo un’ultima cosa che, nonostante tutto, io
credo fermamente nello Stato,nella Giustizia e nella Verità.

[OMISSIS]

Queste sono le ultime parole che le rivolgo, non voglio nessuna risposta
( può procedere nelle sedi opportune), e le assicuro che tutto ciò che
ho detto sono disposta a dirlo davanti a qualsiasi tribunale, mi avete
reso la vita un’inferno , ma non siete riusciti a togliermi la cosa più
importante la DIGNITA’.
Per ultimo,ma non in ordine di importanza ,le comunico che avendo
segnalato a tutti i livelli possibili la violazione delle mie generalità
attuali ed essendo ella presidente della commissione centrale sa bene che

le generalità che adesso mi appartengono,sono atti con classifica di
segretezza e come tali concesse solo quando ogni altra misura di
protezione risulta insufficiente a tutelare la mia incolumità fisica
,cambiamento delle generalità che sono concesse dal ministro
dell’interno di concerto con il ministro di grazia e giustizia pertanto
i fatti da me segnalati rientrano tra i compiti ed i doveri della
commissione centrale pertanto lei nella veste di presidente della
commissione ed i componenti della stessa sarete chiamati a rispondere in
sede civile e penale per essere venuti meno alle vostre responsabilità.

la saluto

Piera Aiello




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