Quando la mitezza è islamica e la violenza bestemmia in italiano

Mosaico dei giorni
Quando la mitezza è islamica e la violenza bestemmia in italiano
16 aprile 2012 – Tonio Dell’Olio

Rafeeq è un amico indiano. Un mite, un nonviolento puro. Con lui ho
pregato nella moschea di Ostia. Con lui ho visitato alcuni dei luoghi
in cui abitano le comunità migranti del litorale romano. Puntuale ad
ogni incontro del Cipax, Rafeeq allestiva il suo banchetto per vendere
bastoncini di incenso e provvedeva a profumare l’atmosfera. Ed era
sempre pronto a parlarci della nonviolenza nella tradizione islamica e
dell’immagine del Clemente e del Misericordioso nel Corano. Il mondo
islamico è un arcipelago variegato e non un monolite indistinto.
Giovedì scorso Rafeeq ha chiamato dal suo cellulare parlando a stento
e tra i singhiozzi di un pianto sconsolato. Era ricoverato al San
Giovanni in seguito ad un’aggressione subita nella metropolitana. Un
giovane italiano, dopo aver inveito con parolacce perché si era seduto
vicino a lui, lo ha aggredito con una testata e poi con calci e pugni.
Rafeeq ora è ricoverato in ospedale in attesa di un intervento al
setto nasale. Sicuramente si tratta di un gesto isolato, peraltro
prontamente contenuto dagli altri viaggiatori, ma è anche il sintomo
di un’aggressività accovacciata nervosamente dentro la coscienza (di
molti o pochi?) e pronta a scattare alla minima ingiustificabile
occasione, pronta a raccogliere un pretesto nemmeno esistente. Quando
non è uno stadio o un insulto dall’automobile, anche un treno della
metropolitana e uno straniero possono raccogliere il vomito della
violenza. Salam alaykum.

http://www.peacelink.it/mosaico/a/36089.html

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