Recapitata a Ivan Lo Bello busta con proiettili. Solidarietà dal senatore Lumia e dall'on.Crocetta

“Piena solidarietà a Sergio Lari, Ivan Lo Bello e ad Antonello Montante per il vile atto intimidatorio subito”.

Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia. Ieri al procuratore di Caltanissetta, al presidente di Confindustria Sicilia (in foto) e al presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e delegato in Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio, sono state recapitate delle buste con dei proiettili.

“La svolta nelle indagini sulle stragi – aggiunge Lumia – e il costante impegno antimafia di Confindustria sta provocando la reazione di Cosa nostra e innalzando il livello dello scontro. La politica deve dimostrasi all’altezza, sostenendo l’operato della magistratura e della società civile nella lotta alla criminalità organizzata. Servono buone leggi e più risorse. Possiamo sconfiggere le mafie e creare una società fondata sulla legalità e lo sviluppo solo se ognuno fa la propria parte fino in fondo”.

Sull’episodio è intervenuto anche l’on. Rosario Crocetta: “Non è la prima volta che gli uomini che sono esposti in prima fila nella battaglia contro la mafia in Sicilia, siano oggetto di minacce, di attentati. E’ capitato già a Lari, al giudice Tona, al giudice Ingroia, è capitato a me, a Peppe Lumia. Capita adesso ancora una volta al giudice Lari e adesso anche ad Antonello Montante, ad Ivan Lo Bello. Si attacca la magistratura e si attaccano quanti hanno avviato in questi anni un percorso virtuoso in collaborazione con le istituzioni”.

“Cosa Nostra – continua l’eurodeputato del Partito Democratico – ha chiaro che in diverse procure come Caltanissetta, Palermo ed altre, non solo sono state avviate indagini che hanno prodotto migliaia di arresti, ma sono in corso inchieste e operazioni che possono mettere in ginocchio definitivamente la mafia siciliana, contribuendo a svelare i legami malati tra la criminalità organizzata, una parte del mondo degli affari e una parte della politica. La mafia sa che si sta facendo sul serio e che è in atto un processo di smantellamento del sistema mafioso siciliano, che non riguarda solo le attività tradizionali delle cosche, ma anche i nuovi affari, i nuovi business, a volte apparentemente legali, ma gestiti con sistemi illegali: cemento depotenziato, termovalorizzatori, appalti truccati, confisca di patrimoni”.

“Io credo non sia neppure necessario dire che non solo che Lari, Lo Bello e Montante non si faranno assolutamente condizionare né intimidire da queste nuove minacce ha aggiunto Crocetta – ma voglio dire loro che la parte migliore della società siciliana è in questa battaglia e per quel che mi riguarda continuerò a stare a fianco a loro senza temere che quei proiettili ci arrivino direttamente al cuore. Non abbiamo paura. Lo Stato però deve fare anche la sua parte, le ultime notizie sul sistema delle intercettazioni sicuramente non facilitano la situazione delle forze dell’ordine e della magistratura, che vanno sostenute e potenziate. Lo Stato non può lanciare messaggi di abbandono, di delegittimazione nei confronti di quanti, in prima fila, mettono ogni giorno la propria vita a servizio della libertà di tutti.”

Potrebbero interessarti anche...