Salvagente a Partinico: Telejato, una finestra sul mondo

Come ogni giorno il ritrovo è alle h 9.00 davanti al bar Alessi ; con Pino e Patrizia ci sono i carabinieri che li scortano dalla redazione, dove ormai da qualche anno passano le loro notti.

In redazione c’è un divano, in cui abbracciati si dorme comodi, un bagno dove non è possibile gettare la carta nel water,  ma utile nei momenti in cui aumenta la paura dice Pino, una doccia e un armadietto con fazzoletti, asciugamani, saponi, detersivi ecc

“E’ bene presidiare anche la notte.Abbiamo paura che possano fare qualche attentato”racconta Patrizia.

Io anche arrivo all’Alessi, puntualissima, ormai ho imparato la strada,e dopo aver preso insieme il caffè Pino mi mette cinque euro in mano e mi manda a comprare i giornali, il signore del botteghino quando arrivo , sa già quello che deve darmi.

L’ultima volta tra i giornali mise in mezzo un foglio,  dove vi era una vignetta con un Cristo in croce, e dentro la nuvoletta c’era scritto: non farti infinocchiare dalla politica.”Questo fallo vedere a Pino” mi disse con un ghigno.

Terminato il breve rito mattutino, si sale in macchina e si accompagna la mamma al lavoro.

Subito dopo, telecamera  e microfono alla mano, si fa sul serio; iniziamo i servizi.

I telefoni squillano in continuazione e le chiamate spesso parlano di locali ai quali hanno dato fuoco, di bar svaligiati, di consigli comunali, di politici corrotti, di mafiosi arrestati o rimessi in libertà e di quelli che Pino chiama “scassapagliara” , le teste pazze,i cani sciolti, quelle di cui bisogna aver paura, quelli che poi mandano lettere di minaccia alla famiglia.

La telecamera non si ferma mai,riprende tutto. Spesso è necessario dividersi per poter ricoprire più servizi contemporaneamente e allora bisogna recuperare un’altra macchina. Insieme andiamo dal meccanico, arrivati li mi dice : “Scendi, sali supra a la machina di Letizia e seguimi”. Io sostengo che per guidare tra le strade di Partinico serva una patente speciale, ma li non c’è tempo di prendere le misure, e quindi annuisco, salgo sulla macchina e lo seguo,tra le vie strettissime e a doppio senso del paese.

A mezzogiorno ci dividiamo, lui continua i servizi ed io e il figlio Giovanni andiamo a prendere la mamma a lavoro, dove ad accoglierci c’è sempre un cane a cui piace inseguire le ruote della macchina quando riparte. Tutti in macchina, aria condizionata, ci si “adduma”la sigaretta e si vola in redazione.

Colonna sonora la musica di Giovanni, un vero talento ancora da scoprire, ma che da anni studia e produce brani. La sua passione è l’ hip hop che contagia tutti e allora sulla sue basi scatta la sfida a chi scova la rima più cazzuta; al primo posto al momento c’è uno sciogli lingua siciliano: “Sasà si susa ai sei, su i sei e sei, sa se si susiu Sasà ai sei.

E tra la musica, risate e qualche foto scattata dal finestrino con l’auto in corsa si giunge in redazione. Li restiamo in pochi.

Pino ha già iniziato a caricare i video.Suona il campanello Fabio, un ragazzo che quasi ogni giorno va a dare una mano, con lui prendiamo i giornali e iniziamo a ritagliare le notizie più importanti, quando il capo ci conferma gli articoli, si va subito a registrare. Gli articoli che mancano, bisogna scriverli e velocemente; tutti quelli che hanno a che fare con la politica, li scrive Totò, un amico che fino alla giunta precedente faceva parte del consiglio comunale di Partinico.

Il ritmo è frenetico, c’è poco tempo, bisogna concentrarsi e non fare errori. A pochi secondi dalla diretta l’adrenalina raggiunge il picco massimo; ognuno ai propri posti.

Pino continua a montare quel che manca, Fabio alla regia e io mi preparo il microfono e vado a sedermi per presentare il telegiornale.

La spia rossa della telecamera è accesa, sulla televisione parte la sigla, dall’altra stanza si sente urlare: “Silenzio, preparati”.Compare la mia immagine sulla televisione, siamo in onda: Benvenuti all’odierna edizione di Telejato Notizie.

E’ così che ha inizio la prima parte della giornata  con la famiglia Maniaci, con Telejato notizie, una piccola finestra sul mondo.

In questi giorni Salvagente era li con lui, per condividere le fatiche quotidiane, per condividere la paura che possa succedere qualcosa alla propria famiglia.Neanche un mese fa, gli è stata recapitata l’ennesima lettera di intimidazione,che ha destato maggior preoccupazione, poiché rivolta anche alla moglie, Patrizia.

Pino ha paura, ma non si arrende continua a denunciare attraverso il suo telegiornale i PDM, i pezzi di merda. E’ una vita di profondi sacrifici la sua, fa fatica ogni mese a pagare la bolletta della luce, ma con molta umiltà va avanti e non perde la speranza. I suoi servizi, fanno il giro del mondo.

In una Sicilia fatta da mezzuomini, omicchi, piglianculi e quaquaraquà come apprendiamo da Sciascia, ci sono anche uomini, con la u maiuscola proprio come Pino, che non si stanca mai di mandare un messaggio importante ai giovani che vogliono fare antimafia, che è quello di parlarne della mafia, attraverso la radio, i giornali, le televisoni; purchè se ne parli.

Peppino impastato diceva: La mafia uccide, il silenzio pure.

(V.C. – team Salvagente)

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