“Scenari cupissimi fuori dalle democrazie occidentali”

caselli

Sarà venerdì 18 febbraio alle ore 18.30, il secondo appuntamento con Gian Carlo Caselli al “Presidio della Legalità e della Costituzione contro ogni deriva, per la vera giustizia”, presso la Fondazione Emanuele di Mirafiore di Fontanafredda a Serralunga D’Alba.

Al primo incontro sabato sera 22 gennaio il procuratore capo della Repubblica di Torino parla di Costituzione ma soprattutto di Giustizia. “Non funziona nel nostro Paese e se ne vuole di meno quando si occupa di certi interessi”, afferma Caselli. Il procuratore capo parte dalle origini della deriva. Gli anni ’90, l’elezione di Forza Italia. Seguono le leggi ad personam, la legge sul legittimo impedimento, il Lodo Alfano, la  legge sulle rogatorie internazionali modificata per Berlusconi ed un suo avvocato. E ancora la riforma del processo breve, la legge ex Cirielli e l’accorciamento dei termini di prescrizione.

Centinaia i processi che si concluderanno perché il fatto non costituisce più reato. Decine e decine di processi uccisi. Ammazzare migliaia di processi per uccidere nel mucchio quei due o tre che interessano al Palazzo”, dice il procuratore capo. E poi la normativa sul falso in Bilancio: “Più grosse sono le società, maggiore è la disponibilità a delinquere”, sostiene Caselli. Colpa della destra ma anche della sinistra. “Anche quando cambia la maggioranza, la normativa sul falso in Bilancio non viene toccata”, ricorda il procuratore capo. “Larga parte della politica considera la legalità fastidio”, afferma. E ricorda: “Più legalità significa più speranza di una migliore qualità di vita vissuta”.

Poi le vicende giudiziarie del premier e “la leggenda del premier perseguitato”, dice Caselli. Ricordando il caso Bill Clinton e quello del premier israeliano, il procuratore capo sostiene: “All’estero c’è accettazione e rispetto della legislazione. In Italia tesi del complotto dei magistrati con le campagne di stampa di Berlusconi iniziate diverso tempo fa. In un’intervista a Berlusconi de “La Voce di Rimini” del settembre 2003 le polemiche di allora identiche a quelle di oggi. Semmai è cambiata la nostra assuefazione”, sostiene Caselli.

E poi gli attacchi alla Corte Costituzionale e al Consiglio Superiore della Magistratura, la Commissione d’inchiesta sulla Magistratura, il video in cui si dice che i Pubblici ministeri devono essere puniti. “Inaudito. Scenari cupissimi fuori dalle democrazie occidentali”, afferma Caselli.

Il procuratore capo parla anche dei problemi del mondo giudiziario: la durata interminabile dei processi, il problema delle procedure, la mancata assunzione di segretari e cancellieri negli ultimi vent’anni. “Senza di loro i processi non si possono fare”, dice il procuratore capo ricordando “ridotto il potere della Magistratura, accresce l’impunità dei potenti”.

In un’ora e mezza di discorso ascoltato in religioso silenzio da un impietrito pubblico, Caselli parla anche della riforma sulle intercettazioni telefoniche e della riforma del Csm. “Mina l’indipendenza della Magistratura. Ha l’obiettivo di limare le unghie dei magistrati”. Secondo il procuratore capo “Gli scacchi alla Magistratura rischiano di ridurre a brandelli il senso morale del nostro Paese. La Magistratura deve essere autonoma ed indipendente tale da operare anche quando i poteri sono rilevanti. La Magistratura è garanzia degli italiani di fronte alla Legge. Se viene attaccata non garantisce giustizia. Anni di polemiche sapientemente mirate stanno devastando la giustizia”, afferma il procuratore capo.

Caselli non cita il caso Ruby, neanche dopo una domanda dal pubblico. Su questo dice: “Processo appena aperto. Non si parla”. Parla del nostro Paese: collusioni con la mafia, malaffare, corruzione tassa di 1.000 euro l’anno su ogni italiano, neonati compresi. Secondo il procuratore capo torinese, nella “Costituzione non c’è solo il diritto dovere di andare a votare ma anche le premesse per una qualità della vita. E le politiche per realizzare tali premesse sono dovute”, conclude Caselli.


fonte: http://www.targatocn.it/2011/01/31/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/caselli-a-fontanafredda-scenari-cupissimi-fuori-dalle-democrazie-occidentali.html

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