Sembrava una Festa dell'Unità…

Sembrava una festa dell’Unità quella di ieri sera, ma una di quelle feste di una volta, di tanti anni fa, quando parlare di comunismo e di compagni non era ancora diventata una bestemmia. A Villa Gordiani, per la festa organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà, sono intervenuti in migliaia. Lo spiazzo della ristorazione era già pieno di gente al calar del sole, per raggiungere il picco dell’affluenza quando sono arrivati, in ritardo, Nichi Vendola, Giancarlo Caselli, procuratore della Repubblica a Torino e Francesco Forgione, già presidente della commissione antimafia.

Attorno alla zona ristorazione i vari stand: quello dei movimenti dell’acqua pubblica, poi l’immancabile banco dei dolciumi, poi quello del Manifesto con l’immarcescibile foto del bambino che dorme con il pugnetto ben chiuso e la scritta “la rivoluzione non russa”. Quel bimbetto oggi è sicuramente già in età di voto, speriamo davvero che non sia entrato nell’orbita del cavaliere. A fianco il box delle fabbrichedinichi, che Nichi Vendola ha espressamente dichiarato essere altro da SEL, una sorta di laboratori sperimentali per consentire alla gente comune, soprattutto a chi non ha mai fatto politica, di aggregarsi e discutere partendo dalle necessità, concrete e reali, del proprio territorio. Sono appena nate e in tanti già le criticano, anche a sinistra, ancora prima di sapere se l’esperimento funzionerà. Anche questo è un segno dei tempi, la politica spettacolo ha “poltronizzato” davanti alla tv parte di un popolo di militanti che anni fa magari erano anche pronti a criticare e a dissentire, ma soltanto dopo aver toccato con mano una nuova iniziativa. Bene, occorre riprendere quella sana abitudine.

Faceva caldo e dopo aver cenato mi sono messo a gironzolare, fiutando l’aria e le facce. Tanti anziani, tantissime famiglie e un numero straordinario di giovani con addosso la febbre di fare. Quando è arrivato Nichi e si è andato a sedere a tavola insieme a Caselli e a Forgioni non c’erano reticolati, cinture di sicurezza, servizio d’ordine. Chiunque si è potuto avvicinare per stringergli la mano, per chiedergli una dedica su una foto, semplicemente per salutarlo. Ma senza scene da stadio, senza urla e bombardamento di flash. La gente era lì soprattutto per ascoltarlo, ma anche per incontrarsi e per contarsi, perché rincuora il sapere di essere in tanti.

E tanti erano davvero, non potendo fare troppo tardi (la sveglia la mattina ce l’ho alle sei meno dieci) non ho atteso il suo discorso, tanto so già che lo troverò su Youtube, grazie a quel meraviglioso strumento democratico ( almeno finora) che è internet. E quando verso le unici ho guadagnato l’uscita del parco di villa Gordiani, c’era ancora un fiume di gente che stava entrando per raggiungere la festa. Davvero un bel risultato per un partito che in parlamento non c’è, e non c’è manco in televisione.

Mentre tornavo a casa, mi è tornato in mente il goffo tentativo ( Ciao Bella) del PD di rielaborare in chiave (riformista ? democratica ??? Chissà…) anche la festa dell’Unità, a detta degli esperti troppo marcatamente di sinistra. Ci scrissi nel 2008 su “Ciao Bella” anche un articolo, abbastanza velenoso, che confermo oggi, soprattutto dopo aver partecipato alla festa di ieri.

Non ho oggi nessuna tessera in tasca, sono democraticoebasta come recita il mio blog, ma ho certamente a cuore come tanti l’unità della sinistra e per questo non mi stancherò mai di battere un colpo anche dentro il maggior partito dell’opposizione. Bersani e Vendola devono incontrarsi, perché il popolo di tutti i democratici italiani deve ritrovare una unità sincera e senza preclusioni. Se le elezioni si facessero davvero vicine, occorre allora che si cresca tutti insieme, attorno ai sogni e ai bisogni essenziali della gente che sta sempre peggio. Con una raccomandazione:  Il “voto utile” stavolta, vediamo di strapparlo a destra, per favore.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

fonte: il Cannochiale

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