Si aggrava la posizione di Boccalatte

Dalle successioni alle assegnazioni in aste giudiziarie, dai fallimenti alle dispute per questioni di eredità, sino ai contenziosi per tutta una serie di insoluti e altre inadempienze a contratti, centinaia di provvedimenti e ricorsi esaminati dal presidente a Imperia, ma soprattutto a Sanremo, sono materia di indagine degli investigatori. Il fatto che i carabinieri e ben cinque magistrati (tra i quali solo due specializzati nel seguire indagini sulle misure di prevenzione) siano piovuti all’improvviso, troverebbe spiegazioni anche nell’urgenza di porre fine a dubbi e sospetti dei provvedimenti nelle due sedi, civile e penale.

Boccalatte, assistito dagli avvocati Moroni e Icardi di Sanremo, per il momento non è stato raggiunto da nessun provvedimento, solo un avviso di garanzia, necessario peraltro per eseguire le perquisizioni. Non è prevista al momento nessun’altra audizione del magistrato.

I carabinieri invece proseguono negli interrogatori dei personaggi che in qualche modo attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno cercato di intervenire sul presidente per ottenere favori.

Proprio per tutta questa serie di contatti un provvedimento disciplinare, nei riguardi del presidente è prevedibile quale prossimo e più imminente passo della clamorosa inchiesta aperta dalla magistratura. La procedura in questo caso prevede che il procuratore capo Gian Carlo Caselli nei prossimi giorni inoltri l’eventuale istanza al procuratore generale di Genova il quale poi deciderà quando e come informare il Consiglio superiore della magistratura. Una sospensione temporanea dal servizio potrebbe poi conseguirne. Nel frattempo, in attesa di conoscere più in dettaglio le eventuali contestazioni,il magistrato prosegue il periodo di ferie. A quanto pare si è barricato in casa, evitando così ogni contatto. Come pure ha voluto evitare nei giorni scorsi ogni tipo di dichiarazione e di incontro con i giornalisti che l’attendevano presso la caserma dei carabinieri al termine del secondo interrogatorio.

È più grave di quel che è inizialmente apparsa anche la posizione di Giuseppe Fasolo, l’autista del presidente arrestato e al momento colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Torino. L’arresto è scattato per via del millantato credito di cui il dipendente del ministero della Giustizia si sarebbe macchiato. Ma anche per Fasolo risulterebbe un’iscrizione al registro degli indagati per corruzione.

Al volante dell’auto di servizio pare fosse solito bersagliare il presidente di istanze per conto di terze persone. Resta da comprendere quale fosse la materia di scambio, quella che riceveva Fasolo e quella che eventualmente riservava al presidente. A patto che quest’ultimavi sia.

L’ex autista, la cui grave posizione è stata subito comunicata al ministero della Giustizia (rischia il licenziamento dopo le recenti recrudescenze delle norme disposte dal ministro Brunetta) resta in carcere a Torino. Difeso dall’avvocato Alessandro Mager di Sanremo, dopo il lungo interrogatorio di venerdì, sarà nuovamente sentito domani dal gip di Torino, Immacolata Iadecola, e dal pm, Giancarlo Avenati Bassi. Anche nel suo caso gli atti sono coperti dal segreto.

Intanto resta un’ipotesi investigativa quella che riguarda l’approfondimento delle indagini sull’attentato fallito al tribunale del novembre 2008. In questi giorni di sospetti e di dubbi è stata argomento discusso tra i giudici, ma al momento il fascicolo relativo all’auto bomba resta affidato alla Dda di Genova.

fonte: il secolo XIX.it

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