the road to palestina


Il villaggio palestinese di Tuba si trova in Cisgiordania, a sud di Hebron. Qui gli abitanti vivono ancora nelle grotte e sopravvivono grazie alla pastorizia. Ma la vita in Cisgiordania, dopo l’occupazione del 67, non puo’ essere normale. Dall’inizio del 2005, i bambini del villaggio devono aspettare la scorta dell’esercito per potersi recare nella vicina scuola elementare di At Tuwani. E quando non arriva ci sono due possibilità: non andare a scuola oppure farlo esponendosi ai possibili attacchi da parte dei coloni dell’insediamento di Ma’on e dell’avamposto illegale di Havat Ma’on. Così è successo dieci giorni fa, quando i bambini hanno aspettato per due ore l’arrivo dei soldati salvo poi incamminarsi da soli lungo il tragitto. In quell’occasione due coloni a cavallo, uno dei quali mascherato, hanno rincorso i bambini mettendoli in fuga. nella stessa giornata, anche al ritorno la scorta dopo essere arrivata con 50 minuti di ritardo ha lasciato i bambini soli nell’ultimo tratto di strada dove sono stati attaccati nuovamente dai coloni. Una situazione che purtroppo si verifica sempre più spesso negli ultimi anni. Secondo Operazione Colomba, che insieme a Christian pacemaker Team è presente nella zona dal 2004, nel primo semestre dell’anno scolastico 2009-2010 i bambini sono stati attaccati altre 4 volte, hanno atteso l’arrivo della scorta per 24 ore e hanno perso 16 ore di scuola.

Nonostante i continui attacchi da parte dei coloni, i pastori e gli abitanti di questa comunità hanno da sempre scelto di rispondere con modalità di lotta non violenta. Principi condivisi anche dagli attivisti dell’Operazione Colomba che dal 2004 sostengono fisicamente e attivamente la resistenza degli abitanti di At-Tuwani agendo da veri e propri scudi umani per proteggere i bambini e i pastori dalle violenze dei coloni e dalle inadempienze dell’esercito.

Così fra qualche giorno, Acmos (wwww.acmos.net), progetto Salvagente (www.salvagente.acmos.net) insieme a Nuova Società (www.nuovasocieta.it)saranno proprio a Tuba per conoscere quell’esperienza e per raccontarla in Italia. Non resta che seguire gli aggiornamenti sul web.

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