Trecento in piazza per Telejato

di Denise Fasanelli

Trecento persone in piazza, domenica scorsa, a Partinico. Insieme per sostenere le voci libere di Pino Maniaci e di Telejato. Molte le associazioni presenti: Libera, Addiopizzo, Centro Documentazione Pio La Torre e Giuseppe Impastato, Associazione Antimafia Rita Atria, Castello Libero, La Locomotiva (Arci), le Agende Rosse e molte altre.

In mattinata presso il Palazzo dei Carmelitani si è tenuta la conferenza del comitato promotore che ha illustrato le motivazioni della manifestazione di solidarietà e quali saranno i prossimi passi da compiere per aiutare, anche economicamente, l’emittente. “Tutti uniti in nome di Telejato e della sua famiglia”, questo il messaggio.

In sala il sindaco Salvatore Lo Biundo, le forze dell’ordine rappresentate dal segretario provinciale SIAP, Salvatore Como, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Sicilia, Vittorio Corradino che proprio il giorno precedente, a Siracusa, ha consegnato il Premio Francese (http://www.corleonedialogos.it/component/content/article/705.html) al direttore di Telejato.

Ad aprire gli interventi l’editore Salvatore Coppola che ha spiegato i motivi per i quali è stato importante manifestare proprio a Partinico, non altrove, senza bandiere di partito.

E’ stata poi la volta di Salvo Vitale, collaboratore di Telejato e Corleone Dialogos, storico amico di Peppino Impastato: ha paragonato il lavoro dell’emittente a quello di altri importanti giornalisti, vittime della mafia, come Fava e Rostagno. E ha ricordato quanto il modo di fare informazione di Maniaci sia unico nel suo genere e prezioso: “Fa parlare direttamente le persone, conquistando così spazi e pubblico”. Ha spiegato quanto sia complesso il lavoro d’inchiesta in zone ad alta densità mafiosa, dove spesso i giornalisti vengono diffamati con ogni mezzo nel tentativo di isolarli e, solo infine, intimiditi per mezzo di minacce e attentati. Proprio Vitale ha posto per primo l’accento sul problema economico, soprattutto per quel che riguarderà il passaggio al digitale terrestre, operazione costosa per quelle emittenti che non hanno alle spalle sponsor o pubblicità. Ha quindi sollecitato i presenti a “fare rete”, a trovare le risorse per mantenere attiva questa realtà tanto preziosa.

Giuseppe Caprisi, direttore di Corleone Dialogos, ha sottolineato l’importante presenza di numerose persone venute da ogni parte d’Italia e persino dalla Francia. Ha rammentato le innumerevoli minacce subite negli anni da Telejato, ribadendo che “siamo qui per dire a queste persone che non ve ne andrete, noi siamo con voi”.

E’ stata poi la volta di Nadia Furnari, presidente dell’Associazione Antimafia Rita Atria, che ha insisto, ancora una volta sul fattore economico, ricordando come sia facile esprimere “solidarietà gratuita”, chiedendo quindi a tutti un impegno concreto per il futuro di Telejato: “Basterebbe che ognuno ci mettesse 5 euro al mese, una sorta di piccolo canone, per permettere a Telejato di sostenere una parte delle spese”. Ha infine ribadito la necessità di coinvolgere anche la politica e le istituzioni in questo percorso, non più in modo saltuario ma costante, perché solo così si può mettere in condizione gli operatori di lavorare bene.

La parola è passata al presidente dell’Ordine dei Giornalisti Sicilia, Vittorio Corradino, che ha insistito sull’importanza del lavoro di denuncia che Telejato esercita sul territorio e di quanto ci sia bisogno, oggi, in Sicilia, di “giornalisti così, voci libere”.

Ha preso la parola anche lo stesso Maniaci, ringraziando tutti per l’affetto e la solidarietà dimostrata ed invitando le realtà ed associazioni presenti ad un piccolo intervento. Ha così parlato l’arciprete di Partinico al quale Maniaci non ha mancato di far notare come la Chiesa, soprattutto in passato, abbia taciuto molto, troppo e non possa certo considerarsi immune al fenomeno.

“Non ci sono giustificazioni per chi permette ai mafiosi di accostarsi alla comunione”, ha rincarato il presidente del Centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco, augurandosi che la ribellione etica e morale parta proprio dal basso, dalla società civile.

E’ intervenuto anche Lorenzo Baldo, vicedirettore della rivista Antimafia Duemila, che ha portato la solidarietà dell’intera redazione alla famiglia Maniaci e ha rinnovato il proprio impegno a non lasciarli soli.

Hanno popi preso la parola i rappresentanti di Addiopizzo e Libera, rivolgendosi allo stesso Pino Maniaci: “Dobbiamo dimostrare che è possibile fare buona informazione, capace anche di produrre una convenienza economica”.

Salvatore Como, segretario provinciale SIAP, ha ricordato con orgoglio che “Maniaci è l’unico cittadino ‘non sbirro’ divenuto membro onorario delle forze dell’ordine” e che “con riferimenti morali ed etici ognuno può fare la propria parte senza paura”, dando così un contributo fondamentale anche alle stesse forze dell’ordine.

Interventi di solidarietà anche dagli agricoltori di Marsala, che hanno simbolicamente rotto il ghiaccio effettuando la prima donazione della giornata, di Gaetano Procasi, artista antimafia che ha realizzato uno striscione di dieci metri con la scritta “Telejato televisione libera, libera informazione” e sul quale sono state disegnate delle impronte di piedi, a simboleggiare chi cerca di calpestare la dignità di uomini liberi, come lo stesso Pino.

Treminato l’incontro tutti i presenti si sono mossi in corteo, sfilando per il centro di Partinico, scandendo slogan a sostegno dell’intera famiglia Maniaci. Punto d’arrivo della manifestazione proprio la sede di Telejato, dove in molti hanno poi visitato la redazione stessa dell’emittente. Con loro Pino Maniaci, elettrizzato per le testimonianze d’affetto e per lo spirito di impegno e solidarietà civile che la giornata gli ha restituito.

Presto verranno comunicate le modalità per dare un aiuto concreto a Telejato. www.gliitaliani.it

Fonte:  http://www.corleonedialogos.it

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