Valle del Marro, un incendio doloso manda in fumo 7 ettari di uliveto

Don Luigi Ciotti: «Il nostro impegno per la legalità e la giustizia non subirà alcun cedimento»

Attilio Sergio

POLISTENA

Ennesima intimidazione ai danni della cooperativa “Valle del Marro – Libera Terra”, la cui economia è stata messa in ginocchio da un vasto incendio che ha mandato in fumo cinque anni di lavoro su quello che è stato il primo uliveto assegnato alla coop nel maggio 2005 su un terreno confiscato alla famiglia Mammoliti di Castellace.

L’incendio, di origine dolosa, verificatosi domenica sera, ha distrutto circa sette ettari degli undici complessivi di un uliveto in località Baronello, di Castellace, frazione di Oppido Mamertina, affidato in concessione alla cooperativa “Valle del Marro” di Libera. Avvisati dai carabinieri, i giovani della coop, dopo un sopralluogo tecnico, hanno presentato relativa denuncia. Secondo i primi rilevamenti, molte piante di ulivi sono state seriamente danneggiate, tanto da compromettere la campagna olearia prevista per ottobre, mandando in fiamme oltre 5 anni di lavoro su quel terreno.

Come detto, si tratta del primo uliveto sul quale i giovani della coop hanno lavorato duro per ripristinare la produzione, l’unico privo di recinzione, che, dal maggio 2005, era rinato. «Le fiamme – ha commentato don Luigi Ciotti, presidente di Libera – che hanno colpito l’uliveto in Calabria, insieme alle altre intimidazioni subite in questi giorni, provocano certo disorientamento e fatica, ma non fermeranno la scelta, l’impegno, la determinazione di Libera e della sua rete nell’opera di restituzione alla collettività, in Calabria come in tante altre parti del Paese, di quanto le mafie hanno sottratto con la violenza e la minaccia».

«Proprio perché i tempi sembrano più difficili – ha proseguito don Ciotti – occorre moltiplicare le ragioni della speranza, la determinazione dell’impegno, la costanza della denuncia, la responsabilità della proposta e del progetto. Il nostro impegno per la legalità e la giustizia non subirà alcun cedimento e queste intimidazioni sono la riprova del positivo che in quella terra, come nel resto del paese, stiamo cercando di costruire anche grazie alla preziosa opera di magistratura e forze dell’ordine, dell’associazionismo, del mondo cattolico e di molte amministrazioni attente. Un positivo che allarma e infastidisce chi vuole continuare a imporre le logiche della violenza e del profitto illecito. Un positivo – conclude don Ciotti – che continueremo ad alimentare giorno per giorno con il contributo di tutti».

Per Giacomo Zappia, presidente della coop sociale Valle del Marro, «questo gravissimo danneggiamento ci riempie di rabbia e di profonda amarezza. Così non è possibile andare avanti. Così si azzera tutto il lavoro fatto in questi anni a proprie spese: lavoro di bonifica e di ripristino per rendere coltivabili quelli che un tempo erano dei boschi e oggi sono dei giardini fioriti. Perdendo il raccolto, vengono meno le condizioni per continuare a dare risposte occupazionali attraverso l’uso sociale dei beni confiscati alla mafia».

Un episodio «deprecabile e arrogante, specie dopo la decisione di Libera e della Nazionale di calcio di scendere in Calabria». Lo sostiene Salvatore Magarò, presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, a proposito dell’incendio in località Castellace di Oppido Mamertina di un uliveto affidato alla cooperativa Valle del Marro di Libera Terra. Ancora Magarò: «Una ragione in più, per affermare che in Calabria è tempo che la società civile reagisca vigorosamente e stia accanto a quelle realtà come la Cooperativa del Marro che quotidianamente contrastano la delinquenza organizzata rischiando in prima persona».

Di «episodio gravissimo, non solo per il danno grave agli ettari di uliveto, ma per la tracotanza che la criminalità dimostra dinanzi a forme associative e d’impegno contro la mafia che con gli sforzi di tantissimi giovani diffondo la cultura della legalità» parla invece Michele Trematerra, assessore regionale all’Agricoltura, a proposito dell’incendio in località Castellace di Oppido Mamertina di un uliveto affidato alla cooperativa Valle del Marro di Libera Terra. «Piena e totale solidarietà a queste realtà coraggiose che dal basso tengono alta la bandiera della Calabria migliore e della gente per bene. L’Assessorato che rappresento – ha concluso Trematerra – farà di tutto per stare vicino a questi giovani ed a Libera».

Intanto stamane, nella sala consiliare, si terrà la già programmata conferenza stampa di presentazione dei campi di “E!state Liberi! 2011”, promossi dall’associazione Libera. Quest’anno saranno in 400 i volontari, riuniti in gruppi, che dal 20 giugno al 10 settembre, ininterrottamente, vivranno questa esperienza nella Piana di Gioia Tauro sui terreni confiscati alla mafia e gestiti dalla cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra.

fonte:  http://www.gazzettadelsud.it

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