VERSO IL 19 MARZO 2011

17° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE DI DON PEPPE DIANA

XVI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO –

POTENZA 19 MARZO 2011

Il 19 marzo 1994 fu assassinato, mentre si apprestava a celebrare la messa, don Giuseppe Diana, parroco della chiesa di S. Nicola di Bari in Casal di Principe.

In un luogo come il nostro non tutte le morti fanno notizia. In questi posti dove spesso la violenza si manifesta in tutta la sua tragica assurdità, la gente, per difendersi, ha sempre desiderato credere che anche per il male esistano dei limiti insuperabili, come dire, dei tabù.

L’uccisione di don Peppe Diana sconfessò questa credenza; la gente ebbe paura, si sentì indifesa, realizzò l’entità del suo essere assoggettata. Smarrimento, paura, rabbia furono i sentimenti comuni che di fatto crearono o facilitarono la comunicazione tra le persone circa il problema camorra, assoggettamento ad essa, qualità della vita, incertezza per il futuro. Si colse una volontà di riscatto dal sistema criminale che opprime la nostra terra e che in quei momenti si avvertì come insostenibile.

Noi dentro questo processo.

Da quel tempo tanta strada è stata percorsa, tantissime le iniziative, le prese di posizione in difesa della libertà dei più deboli, la costituzione del Comitato don Peppe Diana, quello di LIBERA Caserta, le scuole, gli imprenditori, i primi prodotti sulle terre confiscate, le cooperative sociali, i campi di volontariato e di lavoro ecc.

Il punto cruciale di questo primo percorso è rappresentato sicuramente dalla costituzione della prima cooperativa sociale agricola “Le Terre di don Peppe Diana” che si insedia su circa 80 ettari di terreno agricolo confiscato alla camorra. Cinque giovani del territorio selezionati a seguito di un bando pubblico, al quale partecipano 168 giovani, e che vengono formati e avviati alla produzione dei “paccheri di don Diana”, pasta trafilata in bronzo dai pastai di Gragnano, e della mozzarella della legalità.

Promuovere le terre di don Peppe Diana vuol significare sostenere il suo popolo nell’impegno faticoso del cambiamento possibile. Vuol dire unire le sinergie positive per lavorare al riscatto culturale, sociale ed economico di un territorio che non vuole essere terra di camorra; vuol dire lavorare insieme per favorire e valorizzare le capacità, i talenti e le sensibilità in loco collegandoli stabilmente a livello nazionale ed internazionale con le forze sane.

Le terre di don Peppe Diana sono luoghi di bellezza, allegria, compassione e amore per la vita, sono luoghi del dolore, della forza e del riscatto.

Sono territori laboriosi di rinnovata identità dal passato opulento e dal futuro incerto che però va programmato e costruito.

In questo solco si inseriscono le manifestazioni del 17 anniversario dell’uccisone di don Peppe Diana che vogliono ancora una volta essere pensate come un percorso comune di crescita della collettività e dei luoghi che ci circondano.

fonte: http://www.liberacaserta.org

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