VITTORIO:UDIENZA LAMPO, VERITA’ LONTANA

 

MICHELE GIORGIO

All’apertura del processo il procuratore militare aveva garantito tempi rapidi. Ma dopo 4 udienze il dibattimento è fermo ai ritrovamenti sulla scena del delitto. Nessuno ha ancora chiesto agli imputati perché Vittorio venne rapito e poi ucciso.

 

Roma, 21 ottobre 2011, Nena News Venti minuti. Tanto è durata ieri, davanti alla corte militare di Gaza city, la quarta udienza del processo ai responsabili del rapimento e dell’assassinio di Vittorio Arrigoni. Poche battute e il giudice ha fissato la quinta udienza al 3 novembre. Svaniscono perciò le assicurazioni date all’inizio di settembre dal capo della procura sui tempi rapidi della giustizia militare. Sino ad oggi non abbiamo ancora ascoltato dalla voce dei quattro imputati – Tamer Hasasnah, Mahmud Salfiti, Khader Jram e Amer Abu Ghoula – i motivi per i quali pianificarono il rapimento, assieme al giordano Abdel Rahman Breizat e a Bilal Omari (entrambi uccisi dalla polizia), e perchè decisero nella notte tra il 14 e 15 aprile di uccidere Vittorio. Il mese scorso l’avvocato di Khader Jram ha riferito le spiegazioni date dal suo assistito durante gli interrogatori, legate ad un «mancato rispetto della moralità e dei costumi locali». Ma non sono convincenti e a distanza di sei mesi tutti, a cominciare dalla famiglia Arrigoni, aspettano di conoscere la verità sull’assassinio di Vittorio, impegnato a sostenere i diritti di Gaza e di tutti i palestinesi.

Ieri in aula c’era ancora Meri Calvelli, la cooperante italiana che sta seguendo il processo sin dalla prima udienza. Calvelli ha riferito al manifesto che il pubblico ministero ha presentato in aula un telefonino contenente le immagini di Vittorio tenuto ostaggio (diffuse dai rapitori su youtube) e un computer con un hard disk esterno nel quale sono state ritrovate le foto dell’assassinio. Telefonino e computer appartengono a Tamer Hasasnah che li ha riconosciuti come propri ma ha detto di non essere l’autore del video e delle foto. La corte ha acquisito agli atti quanto prodotto dal pubblico ministero nonostante le obiezioni della difesa. Quindi ha aggiornato il processo. Nena News

questo articolo e’ stato pubblicato il 21 ottobre 2011 dal quotidiano il Manifesto

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. Version:1.0 StartHTML:0000000149 EndHTML:0000001909 StartFragment:0000000199 EndFragment:0000001875 StartSelection:0000000199 EndSelection:0000001875 Cari amici,
    Vi invito alla lettura del romanzo Il digrignatore, l’unico romanzo italiano sulla guerra nella striscia di Gaza.

     Lo potete scaricare gratuitamente nel formato che preferite dal sito
     http://ildigrignatore.altervista.org

    Il romanzo, 123 pp., potrebbe avere come sottotitolo  “Il bruxismo e la sindrome di Gaza“, dove il primo termine è  sintomo del disagio personale e il secondo è il luogo del paradigma  dell’ingiustizia del mondo. Il protagonista soffre di bruxismo, ovverosia  digrigna inconsapevolmente i denti (patologia abbastanza frequente, ma  di causa incerta). Sindrome di Gaza è espressione coniata dalla  giornalista israeliana Amira Hass: “È Gaza il centro del mio  universo, tutti i pensieri mi riportano lì, a migliaia di chilometri  di distanza”.
     
    Il nucleo della narrazione si svolge dal 27 dicembre 2008 al 19 gennaio  2009, il periodo dell’operazione Piombo Fuso nella striscia di Gaza.
     Ad ogni giornata corrisponde un episodio.

    Buona lettura!                                     Il Digrignatore